FLERO – “Fare Memoria”, cittadinanza alle sorelle Bucci sopravvissute ai campi di concentramento

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“Ad Andra e Tatiana Bucci, cittadine onorarie di Flero per aver sostenuto il bisogno di memoria e conoscenza affinché la nostra Comunità possa ancora credere e costruire un mondo di giustizia e speranza». Con queste motivazioni il consiglio comunale di Flero, nella bassa bresciana, ha approvato all’unanimità mercoledì la proposta di conferire la cittadinanza onoraria ad Andra (diminutivo di Alessandra) e Tatiana (all’anagrafe Liliana) Bucci, le sorelle sopravvissute fortuitamente all’orrore dei campi di concentramento, probabilmente perché scambiate per gemelle, quindi destinate agli esperimenti medici.

Salutate da Papa Bergoglio durante la sua prima visita alla Sinagoga di Roma il 17 gennaio scorso e tra le testimoni partecipanti al “Viaggio della Memoria” nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau al quale hanno preso parte 130 studenti, la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, le due gemelle riceveranno il riconoscimento alla presenza delle autorità. Incontreranno il pubblico bresciano stasera, venerdì 12 febbraio, dalle 20,45 al teatro comunale Le Muse in viale Aldo Moro. L’occasione sarà il quarto appuntamento del festival “Fare Memoria”, organizzato per il quinto anno consecutivo dalla Fondazione “Filosofi lungo l’Oglio” per far luce su ciò che è stato e sui significati della Shoah, per stimolare la riflessione di una coscienza collettiva e per non dimenticare.

Dopo la toccante testimonianza di Elena Ottolenghi e Paola Vita Finzi – bambine ai tempi della promulgazione delle leggi razziali in Italia e anch’esse sopravvissute – che ha commosso il pubblico presente alla Rocca di San Giorgio di Orzinuovi mercoledì, un altro racconto dalla vivavoce di coloro che sono state testimoni dell’orrore che si è consumato nei campi di concentramento. “L’incontro vuole essere innanzi tutto un tributo a queste due donne straordinarie – ricorda Francesca Nodari, direttore scientifico della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio – che hanno visto l’inferno con i loro occhi e provato sulla loro pelle marchiata da quel numero indelebile, che peraltro ne rappresentava l’unica forma d’identità, l’orrore dei campi, degli esperimenti che in essi vi si conducevano, di migliaia di persone mandate alla camere a gas, di bambine come loro separate dalle madri, di neonati soppressi nel nascere, di messa in discussione della vita e di coloro che, in quanto generatrici della medesima, venivano private non solo di cibo, di indumenti, dell’amore dei propri cari, ma anche della loro stessa femminilità”.

La serata (a ingresso libero e aperto a tutti) vedrà anche l’intervento del professor David Meghnagi, ideatore e direttore del master internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah all’università di Roma Tre, all’interno del quale dirige un progetto di catalogazione della musica concentrazionaria, nonché professore di Psicologia clinica, Psicologia dinamica e Psicologia alla facoltà di Scienze della Formazione all’università Roma Tre e docente di Psicologia della Religione e di Pensiero Ebraico al master Internazionale in Scienza della Religione nello stesso ateneo.