BRESCIA – Pedofilia e prostituzione minorile, 11 arresti e indagati tra Lombardia ed Emilia

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I carabinieri di Brescia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura locale, hanno scoperchiato una serie di episodi di pedofilia e di prostituzione minorile. L’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ha portato a undici arresti, per un totale di venti indagati, tra Brescia, Bergamo, Milano, Monza e Brianza, Parma e Pavia. Tra quelli finiti in manette ci sono anche l’allenatore di una squadra di calcio giovanile, un agente di polizia locale e un sacerdote. Compare anche il 56enne Claudio Tonoli di Collebeato, che era già stato arrestato perché pretendeva rapporti sessuali non protetti, nonostante sapesse di essere affetto da Hiv.

I militari parlano di prestazioni omosessuali che sarebbero avvenute tra ragazzi e adulti, di cui due accertate in un parcheggio di un centro commerciale a Seriate e un altro nei pressi di un cimitero bergamasco. L’inchiesta è partita in agosto portando all’identificazione di quattro minorenni maschi, tra i 16 e i 17 anni, che soprattutto sui social network dedicati agli incontri online, organizzavano incontri con gli uomini consapevoli di essere minorenni. Così offrivano prestazioni sessuali in cambio di denaro o di regali. In particolare, vengono ricostruiti diversi rapporti a pagamento proprio in auto nei parcheggi dei centri commerciali, nei locali o nelle case di alcuni degli indagati. Tutto è partito dalla denuncia di una madre che sul cellulare del figlio 16enne aveva trovato dei messaggi sospetti e ha deciso di rivolgersi ai carabinieri.

Il giovane è stato convinto a parlare con le forze dell’ordine, citando gli altri tre ragazzi che sarebbero stati coinvolti nel giro. Gli adulti avrebbero dato dei cellulari ai giovani per mettersi in contatto e scambiare messaggi “hot”. Tre casi imputati agli arrestati sarebbero riconducibili a don Diego Rota, 46 anni, di servizio a Solza, in provincia di Bergamo e sospeso dalla curia dopo il fermo. Ha incontrato due giovanissimi davanti al cimitero di Seriate e in un’occasione aveva regalato due telefonini da quasi 400 euro in tutto.

I prezzi delle prestazioni variavano dai 20 fino ai 100 euro, ma spesso erano anche dei regali, come biglietti per Gardaland, gelati e cene al Mc Donald’s. L’intenzione dei ragazzi, come si legge nell’ordinanza, era quella di guadagnare soldi prostituendosi in rapporti gay con persone più grandi di loro. Sembra che chiedessero agli adulti di pagare in anticipo le prestazioni e poi darsi alla fuga, mentre gli incontri saltavano se non c’era l’accordo della controparte. Tutti gli undici arrestati sono ai domiciliari, mentre una dodicesima persona destinataria dell’ordinanza è irreperibile all’estero.