BRESCIA – Festa dei patroni, Sant’Angela Merici in un incontro tra arte, storia e fede

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Quest’anno il programma di manifestazioni per la festa dei santi Patroni di Brescia, che sarà lunedì 15 febbraio, prevede varie novità e un ricordo storico-artistico della figura di Angela Merici. Per la compatrona di Brescia ci sarà un incontro su “Sant’Angela Merici e la Sua compagnia tra storia arte e fede nel solco dei patroni della città”. Il confronto tra le opere del Moretto e una del Romanino, dedicate a sant’Angela Merici e alla sua innovativa proposta nel campo della religiosità femminile rappresentata dalla Compagnia di Sant’Orsola, è stata occasione per riscoprire alcune particolarità della diversità di approccio dei due artisti bresciani sulla spiritualità femminile vissuta nel mondo e proposta dalla santa compatrona di Brescia.

L’incontro tra storia, arte e spiritualità si è tenuto ieri nella cripta della chiesa, a lei dedicata, per opera della Confraternita dei Santi Faustino e Giovita e del Centro culturale Mericiano. Ha fatto parte delle delle manifestazioni annuali per la festa dei Patroni di Brescia cui ha presenziato il vescovo ausiliario mons. Mario Vigilio Olmi. La presentazione è partita dal confronto tra i famosi quadri del Moretto, pittore “quasi ufficiale” di Sant’Angela e un fascinoso quadro di Romanino, ora a Memphis, per il quale Alberto Zaina ha proposto una nuova interpretazione iconografica.

Ha indicato come anche Romanino fosse molto vicino al mondo “mericiano”, ma molto più libero e diretto nell’offrire una visione ben diversa da quella del Moretto del mondo spirituale della santa, più calato nella vita reale e nel messaggio religioso e sociale per dare dignità ed educazione alle giovani, al di là dell’”ufficialità” delle “madri nobili” che l’aiutavano nella conduzione della Compagnia. Fiorella Frisoni, che ha presentato e diretto l’incontro svolto nel luogo in cui c’era l’antica chiesa dei martiri bresciani Faustino e Giovita e in cui sant’Angela passò gli ultimi anni della sua vita, ha messo in risalto la presenza di artisti bresciani e in particolare di Paolo da Caylina il Giovane e Girolamo Rossi che decorò la chiesa progettata dal Bagnadore.

Luogo privilegiato per la presenza di altri grandi artisti “foresti”, da Veronese a Tintoretto e Palma il Giovane, che nel periodo dopo il Concilio di Trento inviarono le loro opere nella chiesa per esaltare la storia e la tradizione dei santi martiri bresciani. Con la visita della chiesa il luogo si ripropone come vero e proprio santuario dei santi compatroni di Brescia, un itinerario di fede e arte in cui la storia conserva la memoria dei santi Faustino, Giovita e Angela Merici protettori della città.