Botturi, Ghitti e Metelli. Tre bresciani alla corte della Dakar sudamericana

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Sabato 2 gennaio da Buenos Aires, in Argentina, prende il via la Dakar 2016 che si concluderà il 16 a Rosario, in Colombia. Quest’anno sono due le nazioni toccate dalla gara di 10 mila chilometri, appunto l’Argentina e la Bolivia. Si inizierà con la tappa-prologo, sufficientemente lunga per dare una prima classifica e un ordine di partenza per il giorno successivo, anche se non significativa per la competizione. I concorrenti non dovrebbero incorrere in danni particolari, salvo essere molto sfortunati.

Tre i bresciani presenti e, per la prima volta in 38 edizioni, tutti nelle motociclette: Alessandro Botturi, pilota ufficiale della Yamaha e alla quinta partecipazione; Federico Ghitti per la prima volta sulla Yamaha 450 e alla sua terza edizione e Livio Metelli con la Ktm al debutto dopo avere fatto assistenza a Botturi nel 2015. Il lumezzanese ha utilizzato fino all’ultimo giorno possibile il tempo per allenarsi e mettere a punto la moto. “Gli ultimi test fatti in Marocco ci hanno confortato molto – dice il ‘Bottu’.- La moto è molto migliorata rispetto a quella dello scorso anno. Yamaha crede molto nella Dakar e fino all’ultimo ci ha fatto fare delle prove”.

Se per Botturi l’obiettivo è arrivare almeno nei primi cinque e puntare al podio, diverso quello degli altri due bresciani, che mirano ad arrivare senza prendere eccessivi rischi. Se poi ben classificati, ancora meglio. Entrambi si sono affidati a team professionali per non lasciare nulla al caso. Federico Ghitti, per la prima volta con il team spagnolo Pedrega, conta molto sull’organizzazione, forte anche del fatto che il proprietario è stato per tanti anni protagonista nella gara.

Livio Metelli, da Sarezzo, sarà supportato dal team Pkl di Fernando Prades che ha venti partecipazioni come meccanico alla Dakar. Tutti sono consapevoli che l’evento è unico al mondo e per questo il valore tecnico dei piloti può essere spesso superato da ciò che può accadere. L’importante è essere coscienti di avere fatto la migliore preparazione possibile, sia fisica che mentale.