BRESCIA – Carabinieri, bilancio del 2015 delle attività compiute tra Brescia e provincia

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Stamattina il comando provinciale dei carabinieri di Brescia ha ospitato la tradizionale conferenza stampa di fine anno degli agenti per fare il bilancio sulle principali operazioni condotte durante il 2015 tra la città di Brescia e la provincia. A proposito della città, il 16 luglio dopo un’attività d’indagine nell’ambito dell’inchiesta “Time Out” tra il 2014 e il 2015, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, due albanesi e denunciate altre sette persone, tra cui quattro albanesi, due italiani e un romeno responsabili a vario titolo di aver commesso una ventina di furti tra Brescia, Nave, Ospitaletto, Mazzano e Nuvolera.

Il 15 settembre, invece, per l’indagine “Game Over”, avviata dal dicembre del 2014, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno arrestato e condotto in carcere quattro persone, di cui tre italiani e un albanese per far parte di un’associazione che commetteva rapine ai danni di sale slot. Si è trattato di tredici episodi tra dicembre del 2014 e febbraio del 2015 compiuti a Brescia, nell’hinterland, in provincia e a Castiglione delle Stiviere. Altri tre sono stati arrestati in flagrante sequestrando la pistola e l’auto usate. Per quanto riguarda le sostanze stupefacenti, il 21 novembre a Rovato, dopo un’attività investigativa del Nucleo Operativo e Radiomobile sono stati arrestati in flagrante quattro marocchini per possesso di droga ai fini di spaccio. I militari avevano notato in tangenziale sud due maghrebini su un’auto con targa belga e l’hanno inseguita fino a una casa di Rovato.

La perquisizione ha consentito di trovare 2,8 chili di cocaina, 1 chilo di sostanza da taglio, 5.600 euro e un bilancino di precisione. Un approfondimento investigativo ha poi permesso di trovarne altra nascosta in un vano ricavato nel telaio dell’auto per altri 5,5 chili di cocaina e 150 mila euro in contanti. Il 25 febbraio a Leno, invece, sono stati arrestati un kosovaro e un romeno per estorsione ai danni di un ristoratore locale e beccati a ricevere 1.000 euro. L’8 luglio a Leno, Brescia e Cremona i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Verolanuova hanno arrestato sei italiani per un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Brescia. Hanno commesso ventuno rapine ai danni di vari supermercati nelle province di Brescia, Bergamo e Mantova.

Il 5 agosto a Gavardo, i carabinieri locali e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Salò hanno preso in flagrante un italiano e un marocchino che salivano su un’auto in sosta dove c’erano due tedeschi minacciati con un coltello e costretti a condurre gli assalitori fino a un bancomat. Hanno fatto prelevare denaro poi rubato e li hanno abbandonati in una zona isolata prima di scappare sull’auto che poi hanno bruciato. L’8 settembre nelle province di Milano, Bergamo, Monza Brianza, Como e Brescia i militari del Nucleo operativo e Radiomobile di Gardone Valtrompia con il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brescia, hanno arrestato nove italiani e un egiziano, per cui l’ultimo è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Brescia. Hanno commesso una rapina in casa a Lumezzane il 21 dicembre del 2013 quando cinque malviventi si sono finti agenti della Finanza e tre in divisa nella villa dei coniugi Polotti e Seneci per una perquisizione fiscale. Hanno rubato monete in oro da collezione per un valore di 400 mila euro.

Le indagini hanno poi consentito di ricostruire la struttura del sodalizio individuando gli autori materiali del colpo e i loro concorrenti con compiti logistici e di supporto. Il 5 novembre i carabinieri di Gardone Valtrompia hanno eseguito un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere verso un italiano che è poi risultato essere in contatto con i basisti di Lumezzane, nipote e cognato delle vittime e i rimanenti della banda. Il 15 novembre a Cividate Camuno i militari del Nucleo operativo e Radiomobile di Breno hanno fermato un indiziato per ricettazione di quattro cittadini romeni e denunciati a piede libero per concorso nello stesso reato due italiani. La perquisizione degli stranieri ha permesso di recuperare elettrodomestici, computer, cellulari e gioielli per 50 mila euro circa, provento di almeno dieci furti commessi nel brenese contro case e negozi. Il 18 novembre a Chiari i carabinieri locali hanno arrestato in flagrante quattro albanesi per furto aggravato in concorso in una casa. I militari hanno poi trovato e identificato in una zona residenziale di Chiari un sospettato che si riteneva potesse fare da palo durante un delitto.

Lo stesso è stato poi pedinato e visto aggiungersi a tre individui alla stazione ferroviaria che erano sfuggiti a una pattuglia in uniforme dopo un furto in una casa. I militari, per evitare il pericolo di fuga hanno atteso che i quattro soggetti salissero a bordo del treno regionale per Milano per poi bloccarli all’interno di una carrozza vuota. La perquisizione ha permesso di recuperare la refurtiva formata da diversi oggetti in oro e tre orologi. Per quanto riguarda la droga, sono state numerose le operazioni per contrastare lo spaccio. Quelle di maggiore rilievo hanno consentito di sequestrare in provincia 4,510 chili di cocaina, 5,949 chili di hashish, 5,855 chili di marijuana, 90 grammi di ecstasy, 248 piante di marijuana e 47.164 euro facendo arrestare 24 persone. Il 21 gennaio i carabinieri di Travagliato hanno arrestato in flagrante un italiano sorpreso con 50,4 grammi di cocaina. In casa sono stati trovati altri 1.300 grammi di cocaina.

Il 27 gennaio i militari del Nucleo operativo e Radiomobile di Chiari a Coccaglio hanno arrestato in flagrante un marocchino sorpreso con 3 grammi di hashish e 1 grammo di cocaina. La perquisizione in casa ha permesso di trovare e sequestrare altri 183 grammi di cocaina, 2.427 grammi di hashish e 1.145 euro in contanti. Il 20 maggio i militari hanno arrestato in flagrante un albanese sorpreso con 1.469 euro in contanti, provento dell’attività illecita. La perquisizione in auto e a casa ha permesso di trovare altri 1.078 grammi di cocaina. Il 29 luglio i carabinieri di Vobarno con quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile di Salò a Vobarno, Marone e Lovere hanno fermato in flagrante tre italiani responsabili di aver coltivato 200 piante di marijuana in una zona boschiva di Vobarno e possesso di 1 chilo di marijuana essiccata. Sono stati anche sequestrati 4.500 euro, provento dell’attività di spaccio. Il 28 agosto a Leno, i militari locali hanno arrestato in flagrante tre siriani e un marocchino sorpresi con 128 dosi di cocaina per 65 grammi e 2.300 euro in contanti.

Il 12 settembre a Desenzano sono stati fermati cinque italiani sorpresi ad avere 855 grammi di marijuana, 3 grammi di cocaina, 23 grammi di hashish e 90 grammi di ecstasy in polvere. Il 14 settembre a Berzo Inferiore è stato arrestato un albanese con 1.100 grammi di cocaina nell’auto che conduceva. Il 22 i carabinieri di Carpenedolo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare con l’obbligo di dimora verso tre marocchini coinvolti in un’attività di spaccio per 2.130 dosi di cocaina vendute dal 2013 per un controvalore di 106.500 euro circa. Il 24 novembre a Vobarno i militari locali hanno arrestato in flagrante un marocchino che in casa aveva 700 grammi di cocaina, 2.076 grammi di hashish e 37.750 euro in contanti. A proposito dei reati contro le persone, il 17 aprile a Niardo i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Breno hanno fermato un italiano peer aver ucciso a coltellate la moglie e tentato di fare la stessa cosa con la figlia 19enne.

Il 16 novembre a Provaglio d’Iseo i militari di Iseo con quelli di Chiari hanno bloccato un italiano per l’omicidio della propria convivente uccisa con calci e pugni. Il provvedimento è scattato dalla procura di Brescia. Il 21 novembre a Dello i carabinieri di Verolanuova hanno arrestato un indiano che per futili motivi tentava di uccidere la moglie convivente cui dava fuoco dopo averla cosparsa di liquido infiammabile. Durante il 2015 sono proseguite anche le attività investigative. Nell’ambito di “Fire”, tra gennaio e febbraio a Brescia e Bergamo sono state arrestate cinque persone con un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Brescia perché indagate a vario titolo per reati contro il patrimonio e la persona tra usura, estorsione, lesioni personali ed incendio, tutti con l’aggravante del “metodo mafioso”. Le indagini hanno consentito agli investigatori di comprovare che il sodalizio criminale, di cui faceva parte uno già sottoposto alla sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno e già collegato ad organizzazioni criminali ‘ndranghetiste, faceva estorsioni ai danni di imprenditori della provincia di Brescia, anche con azioni violente e minacce.

Sono stati sequestrati vari documenti cartacei, informatici e bancari. Nell’ambito dell’indagine di Pontoglio, il 16 gennaio tra Brescia e Bergamo sono stati arrestati tre albanesi su ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip di Brescia. Sono tutte indagate a vario titolo per sequestro di persona, rapina, furto aggravato e ricettazione. Le indagini, scaturite dopo il delitto di Pietro Raccagni, colpito alla testa con una bottiglia mentre era in corso il furto della propria auto, l’8 luglio del 2014, avevano già condotto i militari sulle tracce di un albanese residente a Romando di Lombardia che il 20 luglio è stato fermato mentre si nascondeva nella casa di un connazionale, poi arrestato per favoreggiamento. Gli accertamenti tecnici hanno svelato l’esistenza di un pericoloso sodalizio per commettere furti commessi anche a Pontoglio, Grumello del Monte, Palazzolo sull’Oglio, Carobbio degli Angeli e Telgate (BG). L’estensione delle indagini ha consentito di identificare alcuni soggetti coinvolti in altre attività, oltre a raccogliere elementi sulla rapina commessa ai danni di Pietro Raccagni, per il quale altri due albanesi, entrambi rintracciati nel loro paese con l’Interpol, sono stati estradati in Italia dove gli è stato notificato il provvedimento restrittivo emesso dall’autorità giudiziaria.