La morte di Carlo Vittori

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Con Carlo Vittori se ne va un altro pezzo bellissimo della mia gioventù. Il primo importante tassello se n’è andato con Pietro Mennea, l’idolo degli anni passati ad allenarmi con un gruppo di amici, rimasti tali anche negli anni della maturità, sulle piste di atletica leggera di Brescia e dintorni.

Vittori e Mennea erano una coppia di personaggi unici. Capaci di ottenere risultati incredibili per la velocità breve dell’atletica leggera italiana. E il loro chiodo fisso era il lavoro tenace e continuo, l’entusiasmo e la passione per ciò che si stava facendo e una fede fortissima nei risultati che sarebbero arrivati. E avevano ragione.

Noi ragazzini cercavamo di imitare Pietro Mennea anche nei movimenti e nella postura della corsa – oltre che nella grinta – nella speranza che qualcosa ne venisse fuori.

E qualcosa ne è venuto fuori davvero: ci siamo tanto divertiti, ci siamo salvati dalle cattive compagnie e abbiamo consolidato amicizie che valgono oro ancora oggi.

Quindi, grazie Prof per quello che ci hai insegnato anche solo a distanza e salutaci Pietro. Non voglio neanche immaginare quante altre discussioni farete su tempi e modi dei prossimi allenamenti. Divertitevi ancora.