MILANO – Lavoro in meccanica lombarda, Mecspe: crescita e investimenti in formazione

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Dalle imprese della meccanica e della subfornitura lombarda, punto di riferimento per l’industria manifatturiera, arrivano importanti segnali positivi sul fronte occupazionale. Nella seconda metà del 2015, infatti, sono quasi 3 aziende su 10 (26,1%) a dichiarare di voler aumentare il numero dei propri dipendenti, mentre il 71,7% prevede di mantenerlo stabile: un dato positivo che si somma alle assunzioni fatte dal 36,6% degli imprenditori nei primi sei mesi dell’anno. Inoltre, anche l’attesa di crescita del mercato in cui operano nei prossimi tre anni, segnalata da oltre la metà delle imprese (55%), rappresenta un’ulteriore indicazione della visione favorevole degli imprenditori. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio Mecspe realizzato da Senaf in occasione della fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione in programma alle Fiere di Parma dal 17 al 19 marzo del 2016.

Evento che darà la possibilità agli imprenditori di trovare prodotti all’avanguardia, tecnologie innovative, partner con cui sviluppare occasioni di business e soluzioni per migliorare la propria produzione. “I numeri emersi dall’Osservatorio non fanno che confermare che ci troviamo di fronte a un mercato solido che sta ripartendo e lo fa puntando sul capitale umano. Un contributo è arrivato sicuramente dall’introduzione del Jobs Act, che è stato un accelerante e che ha aiutato molte imprese nelle nuove assunzioni – dice Emilio Bianchi, direttore di Senaf.- Ma se è vero che lo Stato ha creato i presupposti per favorire la crescita delle aziende, per fare la differenza, in un contesto sempre più competitivo, bisogna costantemente investire sulla formazione dei propri dipendenti”.

L’indagine sullo scenario, che riguarda in prevalenza aziende della Lombardia con fatturati inferiori ai dieci milioni di euro (78,1%) e che occupano meno di 50 dipendenti (82,6%), evidenzia, infatti, ancora una volta, come i più soddisfatti dell’andamento della propria azienda siano gli imprenditori che hanno puntato sull’innovazione e formazione. Sono quasi otto su dieci (78%), infatti, ad aver investito nel I semestre nell’aggiornamento dei propri dipendenti. In particolare, il 23,1% ha dedicato “fino a 10 ore”, il 26,4% “tra le 11 e le 20”, il 12,1% “tra le 21 e le 30” e “oltre le 31 ore” il 16,5%. “Seppur la situazione macroeconomica non mostri ancora una netta ripresa, le imprese della meccanica e della subfornitura della Lombardia hanno fatturati in crescita e ordinativi adeguati alle esigenze finanziarie, il che porta gli imprenditori ad essere soddisfatti del proprio andamento aziendale.

Soddisfatti, ma alla continua ricerca di margini di miglioramento – prosegue Bianchi.- Proprio per questo, si reinvestono ampie fette di fatturato in asset strategici quali formazione e innovazione, cercando personale con competenze specifiche, in grado di fare la differenza, in un contesto che richiede specializzazione ed eccellenza nella produzione”. Per quanto riguarda gli strumenti che le imprese lombarde usano per la ricerca di operai e tecnici, il 45,9% si affida alle agenzie di ricerca del personale, ma anche la scuola è un punto di riferimento importante e in particolare gli istituti tecnici (36,5%) e i professionali (35,3%). In misura nettamente minore le aziende scelgono di pubblicare inserzioni (23,5%) o di attingere dai concorrenti (10,6%).

Per assecondare, invece, i flussi incostanti di lavoro e sopperire ai vincoli previsti dalle assunzioni, sono sempre le agenzie interinali i primi interlocutori delle imprese (47,1%), mentre il 10,6% sceglie prestatori d’opera occasionali. Una quota alta (34,1%), invece, preferisce non assumere. In Lombardia, secondo i dati Excelsior-Unioncamere ed elaborati da Senaf in occasione di Mecspe, nel quarto trimestre del 2015 si prevedono 28.810 assunzioni di dipendenti. Di queste, circa il 18%, pari a 5.290, riguardano l’industria, con contratti che saranno a tempo indeterminato per il 49% e determinato per il 41%. Le industrie della fabbricazione e manutenzione di macchinari e apparecchiature prevedono di assumere, in questi ultimi tre mesi dell’anno, 1.060 operatori (20% del totale industria).

Le industrie della lavorazione dei metalli e dei prodotti in metallo 810 (15%). Poi le industrie tessili, dell’abbigliamento, del cuoio e delle calzature 610 (12%). Le industrie elettriche ed elettroniche 510 (10%). Le industrie del legno e del mobile 140 (3%). Le “altre industrie” 2.160 (41%). I profili più ricercati sono quelli di operai specializzati (49%) e di dirigenti e professionisti specializzati e tecnici. Il 66% richiede in generale esperienza specifica e sul fronte dell’istruzione l’83% gradisce titolo di studio, con particolare preferenza per il diploma (45%). Se per il 42% non ci sono particolari preferenze per quanto riguarda il sesso del candidato, il 50% vorrebbe un profilo maschile.