BRESCIA – Bozzoli, interrogati due operai indagati. Avvocati: “Nulla da dire” e “Chiariti i fatti”

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E’ stato il giorno dei primi interrogatori per i quattro indagati nell’inchiesta sul concorso in omicidio volontario e distruzione di cadavere per la scomparsa dell’imprenditore di Marcheno Mario Bozzoli. Oggi è stato il turno dei due operai Oscar Maggi e Akwasi Aboagye “Abu”, assistiti rispettivamente dagli avvocati Alberto Scapaticci e Umberto Goffi. Hanno raggiunto intorno alle 9 il comando provinciale dei carabinieri di piazza Tebaldo Brusato a Brescia per essere sentiti dagli inquirenti. Il senegalese è stato il primo ad uscire dopo un paio di ore, mentre il collega è stato sottoposto a cinque ore di domande.

Diversa anche la reazione degli accusati nel momento in cui hanno lasciato la caserma. L’avvocato di Aboagye ha commentato con un semplice “nulla da dire”. Il legale di Maggi, invece, ha detto che il suo assistito “ha chiarito la sua posizione e versione dei fatti”. Non è stato ancora fissato il giorno degli interrogatori di Alex e Giacomo Bozzoli, nipoti del datore di lavoro misteriosamente sparito. Nel loro caso saranno sentiti direttamente dal pm di Brescia Alberto Rossi che conduce l’indagine. Secondo l’accusa, tutti e quattro si sarebbero trovati insieme all’operaio Giuseppe Ghirardini, poi rinvenuto cadavere, l’8 ottobre nella fonderia di via Gitti.

Gli inquirenti stanno analizzando i loro conti correnti, computer e cellulari per cercare indizi utili. Per esempio, per uno degli operai sarebbe stata trovata in ingente somma di denaro sospetta. Sarebbe lo stesso che sembra si sia informato sulla fusione del titanio, di cui è dotata la protesi dentaria dell’imprenditore. Le indagini vanno avanti anche sul fronte di Giuseppe Ghirardini per capire il movente che lo avrebbe portato alla morte. In fonderia, invece, vanno avanti le ricerche di tracce dell’imprenditore di cui non si hanno notizie. Foto tratta dal Corriere.it