Turchia, Putin: “Islamizzazione strisciante”

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Questa e altre cose molto “pesanti” sono state dette qualche giorno – fa da Vladimir Putin – nella conferenza stampa di fine anno a Mosca.

Ha anche detto che forse la Turchia voleva fare un favore agli Usa. Che ha schierato in Siria il sistema di difesa aereo in quel paese, convinto che ora i turchi la finiranno di violare lo spazio aereo siriano. Che se la Russia volesse colpire qualcuno non ha bisogno di mantenere una base militare in Siria: lo può fare dalle navi o con i suoi aerei.

Mentre succedeva tutto questo – con uno spettacolare tempismo – i russi hanno aperto in diretta la scatola nera dell’Su 24 da cui risulterebbe che l’aereo non ha vilato lo spazio aereo turco. A garanzia di queste verifiche la Russia ha invitato a partecipare a queste analisi ben 14 tecnici di paesi diversi, molti dei quali occidentali.

Intanto, “La Nato ha dato il via libera oggi all’invio di aerei radar, caccia e navi nel Mediterraneo orientale per incrementare la difesa della Turchia “in considerazione della situazione instabile della regione”, come recita il sito online di Rainews.

Siamo al paradosso – secondo me – anche se nei capitolati del trattato Nato è certamente scritto che l’organizzazione militare atlantica ha l’obbligo di intervenire a difesa di uno stato membro che ne faccia richiesta. Il paradosso sta nella mancata violazione russa. In realtà, personalmente, non ho dubbi che i turchi abbiano “ciurlato nel manico” per creare un incidente internazionale. Il punto è che nessuno ha chiaro in mente con  chi hanno a che fare.

La nuova Russia non è ancora una democrazia occidentale con tutti gli orpelli che conosciamo che ne rallentano le decisioni. Ha ricostruito un apparato militare di prim’ordine e  – diciamolo – valuta il valore della vita umana con parametri diversi dai nostri. Aggiungo che hanno reparti speciali da fare invidia ai Navy Seals e alla Delta Force americana e ai Sas inglesi.

Non una bella situazione. Personalmente ci penserei bene prima di infilarmi in un “cul de sac” con i russi, in considerazione anche del fatto che molti cittadini occidentali – e io tra questi – considerano la Russia l’ultimo vero baluardo contro il pericolo terroristico islamico