Da Gardone a Concesio, a tu per tu con lo chef del “Sylhos”

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Tenerci dietro allo chef Daniele Pedretti è una fatica. Da non molto, un paio di anni circa, era lì tranquillo a fare il cuoco al Falconiere che tutto in un momento si è inventato di andare a Concesio ad aprire un nuovo locale. “D’altra parte – dice – cosa me ne faccio io, semplice operaio con un po’ di fantasia e di idee, di uno stipendio fisso e dei soldi? Meglio che cerchi qualche cosa che mi diverta e mi stimoli”. Insomma, non lo tieni fermo neanche con il cemento a presa rapida. E così ci ritroviamo un sabato sera all’inaugurazione di “Sylhos – Contenitore di idee”. Il posto è in via San Gervasio accanto, appunto, ai tre silos che contenevano la calce.

Una leggera foschia avviluppa teneramente i cilindri di cemento, silenziose e severe guardie, mentre il locale è gonfio di musica e di umanità varia. Il ricco buffet obbliga l’affamato ospite, da giorni in programmato digiuno, a destreggiarsi tra paella, pastasciutta con pomodori secchi, involtini primavera, polenta con il cotechino e una miriade di altre leccornie. Nel dubbio, da ingordi, cerchiamo di accaparrarci un po’ di tutto. Durante la serata, improvvisandoci sociologi, abbiamo notato un fatto: generalmente i maschi presenti vestivano casual, ovvero, in altri termini, un po’ alla cazzo, soprattutto i giovani (quelli più su di età invece cercavano di compensare l’incipiente decadimento fisico con una mise più ricercata).

Il mondo femminile, invece, era in gran tiro, a prescindere dall’età e dal fatto che fossero ingenue sbarbine o milf (acronimo che in questo caso non va attribuito al Moro Islamic Liberation Front filippino). Ci sarà un perché ma non è, per ora, motivo d’indagine. Sottolineiamo, invece, che accanto al volatile Daniele sono coinvolti in questa avventura il figlio Lorenzo e il Flavio “Flò” Belleri. L’ambiente è surreale (o surrenale a seconda di cosa preferite guardare: il lato muro o i lati B). Alle pareti e disperse per l’ampia sala vi sono oggetti bislacchi. Da vecchi telefoni verniciati a pale di aereo, da divani che hanno conosciuto tempi migliori al pianoforte, dalle cucine “economiche” alle lampade elettriche anni ’70.

Panorama che provoca tenerezza in noi aged, propensi a lasciarci trascinare dal deja vu e dalla nostalgia mentre per i ragazzi è come entrare in un divertente e strampalato museo di dinosauri. Il progetto comunque è tosto: la giornata inizia alle 7 con le colazioni, alle 10 l’aperisylhos, alle 12 il buffet, alle 15 il brunch, alle 18 un altro aperisylhos, alle 20 la cena e alle 22 gli eventi. Questi ultimi hanno un ritmo settimanale: lunedì dj, martedì random, mercoledì dj, giovedì cultura, venerdì jazz, sabato live music e domenica dj. Il progetto prevede, in un vicino futuro, anche la creazione di una palestra per l’arrampicata esterna e indoor, sfruttando uno dei silos. Noi però, curiosi come le donnole (e sprezzanti del vecchio, saggio adagio che recita “chi dice donnola dice dannolo”), abbiamo imboccato subdole vie traverse per scoprire di più sul progetto e tra un assaggio di William Larue Weller 2013, un sigaro toscano “Il Moro” e altri piaceri meno convenzionali e condivisibili, abbiamo fatto “cantare” qualcuno che sa e che, ovviamente, resterà anonimo per l’eternità.

Ecco cosa abbiamo scoperto. I silos di ventotto metri di altezza per nove di diametro sono in realtà hangar che contengono missili interplanetari. Il locale, con tutte le sue attrezzature vintage è una futuristica e super tecnologica centrale di controllo. Quadri elettrici, interruttori, monitor (camuffati da slot machines), generatori di emergenza (travestiti da biciclette e monocicli) fanno tutti parte di un progetto cosmico segretissimo. Sotto le mendaci spoglie di inservienti e cameriere, peraltro, si celano fisici nucleari, cosmologi, ingegneri elettronici, fisici della materia allo stato solido, esperti in civiltà extraterrestri, teorici delle comunicazioni interplanetarie, sensitivi ed esperti di comunicazioni extracorporee, chimici, esobiologi. Insomma, tutte testoline che neanche la Nasa.

Questo manipolo di scienziati tiene costantemente monitorato lo stato del nostro pianeta e dei nostri cervelli (le finte luci psichedeliche del locale sono recettori delle onde elettromagnetiche e psichiche emesse dai neuroni degli ospiti). Giungerà il momento nel quale il disfacimento cerebrale ed ecologico dell’umanità passerà il punto di non ritorno: allora gli scienziati saliranno lungo gli appigli della palestra di arrampicata ed entreranno nei missili per partire verso una nuova Terra Promessa, un nuovo Eden. Conviene quindi che cerchiate di divenire intimissimi amici di Daniele, Flò e Lorenzo (e la prima cosa da fare è tesserarsi al Club “Sylhos – Contenitore di idee” per una cifra che si aggira attorno ai cinque Euro): magari riescono a riservarvi un posto sul missile.