BRESCIA – Vigneto Pusterla, in Serra Tarantola il libro sulla coltivazione sotto il castello

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Lunedì 7 dicembre alle 17, la libreria Serra Tarantola di via Fratelli Porcellaga a Brescia, ospiterà la presentazione del libro “Cibo e identità locale” scritto da Michele Corti, Sergio De la Pierre e Stella Agostini. Il volume è dedicato a sei esperienze lombarde sui sistemi agroalimentari e rigenerazione di comunità e si punterà con un focus sul vigneto bresciano Pusterla. L’evento è promosso dal Comitato Amici del Cidneo Onlus e introdotto dal presidente Giovanni Brondi. Relatori saranno gli autori Michele Corti e Stella Agostini, l’editore e direttore del Centro Studi Valle Imagna Antonio Carminati, la proprietaria del vigneto Pusterla Maria Capretti e il direttore del Museo dell’Industria e del Lavoro Pier Paolo Poggio. La presentazione sarà moderata dal giornalista Fabio Larovere.

In una vigna storica, di quasi quattro ettari, nella quale si è conservata e sopravvive la maggior concentrazione del vitigno autoctono “Invernenga”, all’ombra delle mura della rocca del Cidneo, si produce, anche da piante secolari, il vino “Pusterla”. Seconda città della Lombardia, Brescia vanta un vasto patrimonio artistico monumentale di cui è più noto il complesso di Santa Giulia. Rimane però sottovalutato il Castello, che identifica lo skyline cittadino. Sotto il bastione settentrionale della rocca, si trova il Vigneto Pusterla (il cui nome deriva dalla porta che dava accesso a vie o passaggi nascosti) conosciuto anche come “Vigneto Capretti”. E’ il più grande vigneto urbano d’Europa e, probabilmente, del mondo.

E’ un vigneto carico di storia ma anche un vigneto storico sotto il profilo vitivinicolo e ampelografico. Dalle sue piante è stato recuperato materiale per la moltiplicazione in vivaio del vitigno Invernenga che sarebbe altrimenti scomparso, ma la caratterizzazione genetica potrebbe nascondere la presenza di altri ecotipi. Il vigneto è di proprietà della famiglia Riccardi-Capretti dal XIX secolo, dove fin da allora si produceva sia uva da vino sia da tavola. Il vino prodotto, bianco, rosso e rosato era commercializzato in Italia e all’estero con il nome “Pusterla”. Dopo il ritiro per motivi di salute del padre dell’attuale proprietaria, il vigneto, affittato a diversi conduttori, ha subito alterne vicende cadendo, infine, in stato di abbandono.

Con l’attuale gestione, attuata direttamente dalla proprietaria Maria Capretti a partire dalla fine del 2011, sono state messe a dimora nuove barbatelle ed eseguite notevoli opere di sistemazione e ripristino. Nel frattempo è stata valorizzata la produzione di frutta da piante di antiche varietà bresciane trasformandola in confetture e gelatine. La vocazione del vigneto, che continua ad adottare la “pergola bresciana” tipica dell’invernenga, come la sua raccolta tardiva, resta legata alla produzione di vini bianchi da tavola e, nelle annate favorevoli, di uva da tavola e di un vino passito.

C’è forte interesse e affetto da parte dei bresciani per il rilancio del vigneto e del vino Pusterla, simboli cittadini. L’attività del vigneto è stata salutata con forte interesse dagli esercizi pubblici (osterie ed enoteche), ma non lascia indifferenti i promotori del turismo culturale. Oltre al valore simbolico, storico e paesaggistico, e del suo “vino cittadino a km zero”, il vigneto può infatti rappresentare un’originale e coinvolgente proposta turistica e culturale.