CHIARI – Terrorismo, quattro fermati tra Italia e Kosovo. Indagini su finanziamenti e contatti

0

Samet e Ismail Imishti, un nipote del primo e Suma Arben. Sono i quattro presunti terroristi finiti nel mirino della Digos di Brescia per opera di un’indagine coordinata dal pm Leonardo Lesti della procura in collaborazione con la polizia del Kosovo. L’operazione “Van Damme” (il gruppo scriveva che “noi non siamo Van Damme o Rambo, facciamo sul serio) è scattata ieri tra Chiari, nella bassa bresciana, Vicenza, Perugia, Savona e lo Stato estero. Oltre alle perquisizioni che hanno permesso di trovare armi, ci sono stati un arresto e varie espulsioni. Samet Imishti era considerato come la “mente” della presunta cellula terroristica. Per diverso tempo ha abitato a Chiari con il fratello Ismail, anche lui coinvolto e ancora residente nel paese.

Il primo si trovava in Kosovo e per lui sono scattate le manette. Per il secondo, invece, è stata disposta l’espulsione verso lo stesso Stato di origine. Sarà raggiunto da un loro nipote scovato a Savona e anche lui destinatario dello stesso provvedimento che sarà emesso dal questore di Brescia Carmine Esposito. Per Suma Arben, invece, trovato in provincia di Vicenza, è scattata la sorveglianza speciale per cinque anni. I quattro sono accusati di apologia al terrorismo e istigazione all’odio razziale. Si contattavano tra loro usando soprattutto i social network e la rete attraverso un gruppo dedicato. Si facevano ritrarre con i comportamenti simili ai terroristi dell’Isis, con un kalashnikov in mano. Sui social scrivevano che Papa Francesco sarebbe stato l’ultimo pontefice e inneggiavano agli attentati di Parigi del 13 novembre.

Le indagini erano iniziate l’anno scorso e secondo il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno e il questore Carmine Esposito c’erano reali segnali di pericolo. Oltre alle parole e messaggi, sarebbero stati in grado di coordinarsi per compiere attentati in Italia. Ma l’inchiesta non si è conclusa, perché gli inquirenti vogliono capire se il gruppo andasse avanti con altre pratiche. I due fratelli Samet e Ismail, infatti, sono stati coinvolti in un’inchiesta della procura di Brescia per un presunto giro di carte di credito clonate.

I due avrebbero costituito una sorta di “cassa” della cellula terroristica per raccogliere fondi da inviare al sedicente Stato islamico. E si punta l’attenzione anche su presunti collegamenti con altri presunti affiliati al terrorismo. Tra loro, conoscenza della procura di Brescia, ci sono Elvis e Alban Elezi che erano stati arrestati con l’accusa di aver reclutato militanti per l’Isis. Era finito anche Anas El Abboubi, residente a Vobarno e che, dopo essere scarcerato, sarebbe andato in Siria tra le file dei terroristi. Tra loro tre, i fratelli kosovari e gli altri due ci sarebbero stati contatti sul web. Nella foto l’arresto in Kosovo di Samet Imishti