LUMEZZANE – “La buena educacion”, all’Odeon tre film sulla disabilità. Si parte da “Il mio nome è Khan”

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Dopo quanto è stato proposto la scorsa edizione, l’esperto cinematografico Enrico Danesi, con la Consulta Sociale di Lumezzane, torna a lanciare “Schegge di Cinema” ampliando la propria offerta con serate di sensibilizzazione su varie tematiche sociali. Per questa edizione della rassegna, chiamata “La buena educacion”, saranno tre le serate, tutte alle 20,30 al teatro Odeon, dedicate ad altrettanti film e legate alla disabilità. Si parte giovedì 3 dicembre con “Il mio nome è Khan” del 2012 di Karan Johar, poi giovedì 10 “The special need” del 2013 di Carlo Zoratti e giovedì 17 dicembre “H Storie” film di montaggio di Enrico Danesi.

“L’obiettivo di questo nuovo ciclo di film è migliorare l’informazione sulla disabilità e scardinare dei tabù forti che ancora ne costituiscono il pensiero comune – dice l’assessore alla Cultura di Lumezzane Rossana Bossini.- La questione della disabilità ci coinvolge tutti, ci deve coinvolgere tutti. Quando si parla di disabilità, spesso basta pensare che definirla ‘diversa abilità’ sia sufficiente a togliere quegli atteggiamenti di non inclusione o di sterile solidarismo, l’altra faccia della discriminazione. La ‘mancanza’ di un disabile è semplicemente specchio di una nostra mancanza e la ricchezza, credo, stia nel rapportarsi sempre con l’espressione migliore delle qualità di una persona. La diversità non è sinonimo di inferiorità, è solo una delle tante forme della normalità.

L’indifferenza e spesso anche solo la leggerezza sono le modalità con cui vengono frequentemente accolti i temi della pari opportunità e che ci danno la dimensione di quanto lavoro sia ancora necessario in questo ambito. L’operato della commissione si rifà all’art. 3 della Costituzione, tenendoci saldi a questo principio, cercando di concretizzarlo, giorno dopo giorno, forse è più semplice trovare le strade da percorrere, insieme”. “L’intento, tramite la possibilità per il territorio di visionare pellicole che trattano la disabilità in maniera non convenzionale, è di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle diverse abilità attraverso il cinema, arte che riesce a comunicare in modo diretto i problemi, le emozioni e le storie con semplicità, senza banalizzare – aggiunge la presidente della Consulta sociale Flauzia Panada.- Si fa presto a parlare di disabili, senza accorgersi che si sta parlando di persone normali.

Con problemi certo. E anche diversissimi tra loro. Tuttavia, per avvicinarsi a questo universo variegato e pieno di sorprese (anche positive) occorre cambiare mentalità. Una società che riconosce a tutti il diritto ad essere Persona prima di essere Disabile, Straniero, Povero è una società in cui tutti possono vivere assieme e possono esprimere il meglio di sé stessi. E’ una società in cui il rispetto del territorio è l’ovvia conseguenza del rispetto della Persona, è una società in grado di adattarsi per essere accogliente con tutti. Tutti diversi, ognuno unico, per riconoscere e promuovere il valore infinito della persona per il solo fatto che esista, così come è”. Il primo appuntamento, giovedì 3 dicembre, sarà con “Il mio nome è Khan”.

L’indiano Rizwan Khan, interpretato Shah Rukh Khan, è un ragazzo musulmano, cresciuto con la madre a Mumbai e affetto da sindrome di Asperger. Divenuto maggiorenne, raggiunge il fratello a San Francisco dove incontra Mandira (Kajol Mukherjee), una ragazza madre di religione indù con cui si sposa. La loro vita è però stravolta dopo l’11 settembre 2001, a causa della morte violenta del loro figlio, vittima del pregiudizio e del clima di odio instauratisi con l’attentato. Mandira, disperata, accusa Rizwan Khan di essere il responsabile dell’accaduto e alla domanda di lui su cosa debba fare per farsi perdonare, ella gli risponde che dovrà andare dal Presidente e dire davanti alla nazione “Il mio nome è Khan, e non sono un terrorista”. Presa sul serio la missione, la perseveranza di Khan viene premiata quando al termine di un lungo viaggio, carico di disavventure, riesce ad incontrare il neopresidente, cui può trasmettere il suo messaggio. La nuova edizione della rassegna “Schegge di cinema”, dedicata a “Una città, una suggestione, un film” inizierà il 12 gennaio.