PONTOGLIO – Delitto Raccagni, condannati albanesi. La vedova: “Pene troppo basse”

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Condannati, ma non abbastanza secondo la vedova di Pietro Raccagni, il macellaio di Pontoglio colpito nella villa della bassa bresciana dove si trovava proprio con la moglie Federica Pagani e la figlia. Stamattina il giudice Paolo Mainardi ha pronunciato la sentenza di condanna al tribunale di Brescia nei confronti dei quattro banditi albanesi che erano entrati in casa il 18 luglio del 2014.

Durante la rapina, l’uomo aveva tentato di fermare la banda di malviventi mentre cercava di scappare. Uno di loro, Vitor Lleshi, avrebbe poi preso una bottiglia di spumante e colpito alla testa il macellaio che, nel giardino di casa, era poi caduto sbattendo la testa. Per undici giorni è rimasto ricoverato in Rianimazione agli Spedali Civili di Brescia, ma il suo cuore aveva cessato di battere. La condanna più alta è stata rifilata a Egren Cullhaj e Pjeter Lleshi per 13 anni, 12 anni invece per Vitor Lleshi e 10 anni e dieci mesi per Erion Luli.

Tutti per omicidio preterintenzionale, mentre il pm di Brescia Claudia Moregola aveva chiesto in media pene più alte. La vedova e i due figli riceveranno la provvisionale da 200 mila euro, ma la donna critica le condanne ritenendole troppo basse. “Con i vari sconti di pena, faranno meno carcere di quello che meritavano”.