BRESCIA – Rifiuti, procura: “Polizze di assicurazione false gestite dalla camorra”

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L’allarme arriva dalla procura di Brescia, dopo che la Direzione distrettuale antimafia della città ha avviato un’inchiesta su un presunto traffico illecito organizzato di rifiuti in Lombardia. A tutte le procure italiane è stato chiesto di prestare attenzione su false polizze assicurative concesse come garanzia degli impianti industriali in caso di fallimento o danni ambientali. Dell’inchiesta ne dà notizia IlFattoQuotidiano.it che scrive, citando fonti della procura di Brescia, come il fenomeno stia coinvolgendo tutta l’Italia, dalle imprese economiche a quelle che si occupano di trattamento e smaltimento dei rifiuti, aziende industriali e a capo di grandi opere.

La procura bresciana ha mantenuto il riserbo fino a questo momento per un’inchiesta coordinata dall’aggiunto Sandro Raimondi e di cui non si conoscono gli indagati. All’indagine è stato posto anche il sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia Roberto Pennisi. Tutto, come detto, è partito dalla procura di Brescia controllando i movimenti di rifiuti e denaro in Lombardia e collegati a diverse aziende del settore e non solo, anche grandi quotate in Borsa. L’allarme è stato lanciato dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti durante un convegno alla commissione Rifiuti alla Camera dei Deputati nei giorni scorsi.

“E’ emerso un fenomeno di false polizze offerte in garanzia fidejussoria negli appalti per quanto riguarda lo smaltimento di rifiuti – ha detto Roberti nelle dichiarazioni riportate da IlFattoQuotidiano.it.- Sono polizze disseminate praticamente in tutta Italia, per cui siamo stati costretti ad avvisare quasi tutte le procure d’Italia di stare attenti perché le polizze che circolano possono essere, e spesso sono, materialmente false”. La legge sui codici di appalto prevede che un’impresa interessata a svolgere lavori o per lo smaltimento dei rifiuti debba sostenere una polizza assicurativa per coprire eventuali danni durante le opere ed escludere la responsabilità degli enti che aggiudicano i cantieri, siano essi Comune, Provincia, Regione o lo Stato centrale.

E nel caso dei rifiuti, vorrebbe dire riconoscere del denaro nel caso di una futura bonifica. Ma se le polizze risultano essere false, per un presunto giro che farebbe riferimento a un gruppo camorristico campano, il rischio è che siano i cittadini a dover pagare. Secondo quanto riporta il quotidiano online, da una parte ci sarebbero vere e proprie società attive in Romania e Bulgaria, ma senza copertura finanziaria e dall’altra polizze emesse dalle stesse, ma che sarebbero solo carta straccia. Infine, stando alle ipotesi degli inquirenti, solo alcuni enti pubblici del sud Italia avrebbero respinto questo genere di documenti, mentre al nord sarebbero state tutte accolte senza problemi.