MARCHENO – Scomparsa Bozzoli, Ghirardini avvelenato da cianuro. Si svuotano i forni della fonderia

0

L’ipotesi sulla morte per avvelenamento ai danni di Giuseppe Ghirardini, l’operaio di 50 anni della fonderia Bozzoli di via Gitti a Marcheno e probabilmente collegato alla scomparsa dell’imprenditore Mario, è stata confermata. La capsula in silicato trovata nello stomaco dell’uomo durante l’autopsia conteneva cianuro. Ieri nei laboratori del Ris di Parma sono stati controllati proprio la piccola placca rinvenuta nel corpo dell’operaio, la bottiglietta che era accanto al suo corpo a Case Di Viso a Ponte di Legno dove è stato trovato morto il 18 ottobre e le tracce in auto.

Il capo procuratore di Brescia Tommaso Buonanno aveva anticipato, a proposito dell’oggetto misterioso nello stomaco del 50enne, che non si trattava di un elemento vegetale. Secondo gli inquirenti quel prodotto non si trova in vendita libera. A questo punto le indagini sulla scomparsa di Mario Bozzoli e sulla morta di Ghirardini si fanno ancora più serrate. Stamattina l’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha fatto svuotare i forni della fonderia su disposizione della procura.

Dopo gli esiti negativi nelle ricerche sulle scorie presenti nei sacchi stipati in magazzino, si cercano tracce del datore di lavoro nei due macchinari, sotto sequestro dal giorno successivo alla scomparsa. Ma restano ancora molti i misteri. Per quanto riguarda l’operaio, chi gli avrebbe dato la capsula di cianuro o l’avrebbe preso da solo?

Che collegamento avrebbe con la scomparsa dell’imprenditore. Gli inquirenti continuano a mettere mano nei rapporti familiari tra Mario Bozzoli, il fratello Adelio e i nipoti Alex e Giacomo. I prossimi giorni potrebbero essere decisivi ai fini dell’inchiesta.