MARCHENO – Bozzoli, operai senza stipendio da due mesi. Lavori a Bedizzole pagati da Mario?

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Ci sono sviluppi importanti e novità sul fronte delle indagini per la scomparsa dell’imprenditore di Marcheno Mario Bozzoli. Ma riguardano soprattutto i sedici dipendenti che, dopo essere stati interrogati dagli inquirenti per raccontare quanto sarebbe successo quell’8 ottobre, non hanno ricevuto lo stipendio di settembre e attendono quello di ottobre. Per questo motivo, tramite il sindacato Fim Cisl di Gardone Valtrompia, hanno chiesto alla procura di Brescia di dissequestrare l’azienda per disporre il pagamento dei compensi. Tra l’altro gli addetti si trovano in cassa integrazione a zero ore.

Il capo procuratore di Brescia Tommaso Buonanno che supervisiona l’inchiesta aperta dal pm Alberto Rossi per sequestro di persona, ma ancora senza alcun indagato, ha voluto rassicurare i dipendenti. Ha detto che nell’arco di una settimana saranno tolti i sigilli agli uffici amministrativi per consentire di eseguire i bonifici dai conti dell’azienda, quindi gli addetti devono fare riferimento alla proprietà. Conti che non sarebbero mai stati bloccati. Stamattina gli addetti hanno partecipato a un’assemblea con il sindacato per avere conferme e ultimi aggiornamenti. Non tanto sulle indagini, quanto sui tempi per la possibile ripresa della produzione.

L’anatomopatologa Cristina Cattaneo con i suoi collaboratori sta passando al setaccio ogni giorno tutti i sacchi di scorie industriali per trovare qualsiasi traccia che possa far pensare a Mario Bozzoli. La convinzione, espressa da giorni, è che l’uomo sia finito nel forno che conduceva con l’operaio Giuseppe Ghirardini. Proprio Ghirardini è stato trovato morto il 18 ottobre a Ponte di Legno in un mistero che resta ancora fitto, anche se si pensa si tratti di infarto e non di morte violenta. Quindi, i tempi per riprendere l’attività potrebbero essere lunghi e si pensa che si possa riprendere solo nel 2016. Gli inquirenti continuano a indagare anche sui presunti cattivi rapporti tra Mario, il fratello Adelio e i figli del secondo. Dissidi di cui ha parlato la moglie dello scomparso, Irene Zubani, nella denuncia presentata ai carabinieri di Tavernole il giorno della sparizione.

Al centro ci sarebbe la nuova azienda a Bedizzole che Adelio sta costruendo. Su questo fronte, un artigiano che avrebbe lavorato per la ditta sul lago di Garda, ai microfoni di “Chi l’ha visto?” su Rai 3 ha detto che la fattura dei pagamenti non sarebbe stata addebitata ad Adelio e ai figli, ma alla ditta di Mario Bozzoli. La realtà di Bedizzole, dalla quale sarebbe stato escluso l’imprenditore scomparso, avrebbe svolto una funzione di concorrenza rispetto a quella di Marcheno. Una situazione tale da spingere la moglie Irene a rivelare che il marito aveva paura che i nipoti rubassero materiali dall’impresa di via Gitti. Dall’altra parte c’è anche la fumata anomala del forno condotto da Mario Bozzoli di cui si parla nell’inchiesta e che, secondo quanto un cacciatore avrebbe sentito da Ghirardini, era stata fermata dal carico di materiale non precisato. Nella foto, tratta dal Corriere.it, la fonderia di Bedizzole in costruzione