BRESCIA – Non vedono tumore ai polmoni in un operaio, due medici indagati

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E’ una sorta di caso di malasanità quello riportato sulle colonne odierne del Giornale di Brescia. Si tratta di un operaio di 61 anni, attualmente sottoposto a un trattamento di cura a base di chemioterapia e dipendente per oltre vent’anni della fonderia Almag di Roncadelle, nella bassa bresciana. L’uomo è in cura perché affetto da un carcinoma ai polmoni, malattia che due medici non sono riusciti a riconoscere. Il lavoratore all’inizio dell’anno scorso ha eseguito una radiografia dopo aver avvertito alcuni disturbi.

Secondo il medico che l’ha eseguita per primo non c’erano problemi. Per sicurezza l’addetto ha svolto un altro esame simile da un radiologo che ha confermato l’esito negativo del test. Ma il medico curante ha evidenziato una macchia al polmone destro e quando il suo assistito ha portato le lastre alla fondazione Maugeri di Lumezzane e poi agli Spedali Civili di Brescia gli è stato confermato: aveva un tumore ai polmoni.

Una malattia provocata anche dai fumi che ha respirato in vent’anni di lavoro. L’operaio ha così incaricato il suo legale per denunciare i primi due medici che non avevano riscontrato la patologia. Il sostituto procuratore di Brescia Carla Pappalardo ha aperto un’inchiesta, seguita a ruota da un altro fascicolo condotto dal sostituto Lara Ghirardi su segnalazione dell’Asl.

I due professionisti in camice bianco, come riporta il quotidiano bresciano, sono stati iscritti nel registro degli indagati per presunte lesioni colpose ed è stato chiesto di includere anche il rappresentante legale dell’azienda dove gli ambienti avrebbero favorito la malattia dell’operaio. Addetto che ha dovuto lasciare il lavoro proprio per questo motivo.