MARCHENO – Bozzoli, cacciatore: “Ghirardini mi ha detto di materiale buttato sulla fumata anomala”

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Sono ripresi lunedì e stanno andando avanti anche in queste ore i controlli sulle scorie industriali alla fonderia Bozzoli di via Gitti a Marcheno, in Valtrompia. Tra quattro giorni sarà passato un mese dalla scomparsa dell’imprenditore 50enne e ancora non c’è una traccia certa che possa portare a capire il mistero. Mistero che sta angosciando il paese della valle e da tempo al centro anche delle cronache nazionali. La causa più plausibile per gli inquirenti è che l’uomo sia finito nel forno a oltre 800 gradi di temperatura.

Da tempo, chi conduce le indagini dice che il datore di lavoro non sarebbe mai uscito dall’azienda. Gli unici spunti sono i presunti cattivi rapporti tra Bozzoli e il fratello Adelio e i nipoti di cui ha parlato la moglie Irene Zubani e la morte di Giuseppe Ghirardini, l’operaio trovato senza vita a Ponte di Legno il 18 ottobre. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo sta continuando a setacciare le scorie di fonderia per cercare ogni minima traccia riconducibile all’imprenditore. L’uomo portava protesi dentarie di zirconio, materiale che resiste alle alte temperature. Per questo motivo ogni sacco viene minuziosamente verificato.

Gli inquirenti, che continuano a indagare per presunto sequestro di persona a carico di ignoti, stanno anche controllando i verbali degli interrogatori dei dipendenti, della moglie dello scomparso e di Adelio con i figli. Si cercano eventuali elementi contraddittori. A peggiorare la situazione, secondo la compagna di Mario, sarebbe stata la volontà del fratello di aprire una nuova azienda a Bedizzole senza includere il parente. Ditta che avrebbe potuto raccogliere pezzi e rottami, forse rubati dai nipoti dell’imprenditore dalla fabbrica di Marcheno.

Gli ultimi sviluppi si collegano a Ghirardini, di cui la salma è ancora sotto sequestro all’obitorio degli Spedali Civili di Brescia. Un cacciatore che aveva visto l’operaio durante una battuta l’11 ottobre, tre giorni dopo la scomparsa, ha detto ai microfoni delle tv nazionali di aver sentito dall’uomo che era stato buttato del materiale nel forno per fermare la fumata anomala del giorno della scomparsa. Ma non è dato sapere se si tratti di una pratica normale o se ci sia qualcosa dietro.