BRESCIA – Identità tra cinema e letteratura, incontro in Cattolica con Eugeni e Lupo

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Domani, mercoledì 4 novembre alle 18, nella sala Gloria dell’Università Cattolica di Brescia si terrà l’incontro “Identità e soggetto tra cinema e letteratura”. Relatori saranno Ruggero Eugeni docente di Semiotica dei media
e Giuseppe Lupo di Letteratura italiana contemporanea. Entra così nel vivo il ciclo degli incontri promossi dall’Accademia cattolica sul tema “Verso quale umanesimo?”. Identità e soggetto nella prospettiva di un futuro dell’umano: il cinema e i media nella condizione postmediale.

La nuova situazione digitale del cinema ha provocato una profonda e irreversibile crisi del suo statuto ontologico. Si perdono i confini tra il cinema e gli altri media, ma si perde anche il confine tra i media e i dispositivi e le pratiche non mediali: relazioni, commercio, sorveglianza, difesa e sicurezza ecc. divengono tutte pratiche “mediate”. In questo contesto l’umano conosce un triplice attacco: per un verso si profila una naturalizzazione della tecnologia e dell’artificiale e una parallela tecnologizzazione del biologico.

Per altro verso emerge una riduzione dell’esperienza del soggetto (e dei suoi processi di costituzione come soggetto) in quanto legati all’esperienza sensomotoria e alle sue simulazioni. Infine, si prospetta una riduzione del soggetto alla sua dimensione sociale e relazionale, non in quanto sistema sociale precostituito, ma in quanto gioco di costituzione “dal basso” del sociale. Quali spazi di ricerca e di coltivazione dell’umano sopravvivono (o si aprono) all’interno di una simile condizione postmediale? Identità e persona fra realtà e utopia in letteratura.

I primi quindici anni del terzo millennio hanno posto gli intellettuali di fronte ad alcune sfide di vitale importanza, prime fra tutti il ruolo da ricoprire in una società che la sociologia definisce liquida e gli obiettivi da raggiungere in un tempo sempre più incline al modello del cosiddetto “homo currens”. In questo scenario ci si interroga se davvero siano così ridotti gli spazi di intervento degli scrittori o se non sia possibile, oltre che necessario, ridisegnare un alternativo ambito di intervento.