MARCHENO – Si torna a cercare fuori dalla ditta e nel Mella. Controlli anche in azienda

0

Gli ultimi sviluppi che arrivano da Marcheno sul mistero della scomparsa, lo scorso 8 ottobre, di Mario Bozzoli dalla fonderia di via Gitti, parlano di ricerche avviate anche fuori dallo stabilimento. Ieri pomeriggio l’esperta anatomopatologa Cristina Cattaneo con i suoi collaboratori ha concluso una settimana di rilievi e indagini tecniche per cercare tracce biologiche dell’imprenditore tra i vari sacchi di scorie. Tornerà lunedì per ulteriori indagini, mentre il capo procuratore di Brescia Tommaso Buonanno con il pm Alberto Rossi a capo dell’inchiesta ha fatto il punto della situazione in procura.

Presenti al vertice anche il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Spina e altri rappresentanti dell’Arma. Probabilmente dal summit è arrivata la decisione di riprendere oggi le ricerche anche fuori dall’azienda, come era stato fatto nelle ore successive alla denuncia della scomparsa di Bozzoli. Così la Protezione civile e i vigili del fuoco sono tornati nelle aree verdi intorno allo stabilimento e lungo l’asta del fiume Mella fino a Marcheno. Non è dato sapere se ci siano elementi nuovi che si stanno cercando o se si tratti di un cambio di strategia, visto che gli inquirenti affermano che l’uomo quasi certamente non sia uscito dalla fonderia.

Però la pioggia che nelle ultime settimane, dopo la scomparsa dell’imprenditore, ha alimentato il fiume potrebbe aver mandato a galla alcune tracce. In azienda, invece, si cercano soprattutto tracce di zirconio. L’uomo, infatti, portava una protesi dentaria e l’elemento chimico è in grado di resistere alle alte temperature tipiche di un forno da fonderia. Per questo motivo si stanno setacciando i sacchi stipati nei magazzini. In mezzo resta il mistero aggiunto alla morte dell’operaio Giuseppe Ghirardini e dei presunti cattivi rapporti, di cui ha parlato la moglie di Mario, con il fratello Adelio e i nipoti.