BRESCIA – Duplice delitto “Da Frank”, 844 mila euro di “nero”. Non c’entrano con il dramma

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Gli 844 mila euro trovati in casa dei coniugi Seramondi titolari della pizzeria pasticceria notturna “Da Frank” della Mandolossa a Brescia non c’entrano nulla con i motivi che hanno portato al loro omicidio l’11 agosto. Lo hanno stabilito gli agenti della Guardia di Finanza che hanno chiuso le indagini fiscali. “Frank” Seramondi e la moglie Vanna Ferrari vennero uccisi a colpi di fucile e per quel delitto si trovano in carcere Muhammad Adnan e altre tre persone. Subito dopo il duplice omicidio, le Fiamme Gialle avevano puntato i riflettori sull’ingente somma trovata nell’abitazione dei due e nelle case di altri collaboratori.

Ma quei soldi non sarebbero stati frutto di prestiti usuranti come era stato ipotizzato, bensì di guadagni in “nero”, non dichiarati al fisco. Sembra quindi verificata la concorrenza alla base dell’omicidio. Il pachistano Adnan aveva rilevato da un ex dipendente di Frank, poi andato in proprio, un’attività commerciale che si trovava a due passi dalla pizzeria gestita dai due coniugi, dall’altra parte della piazza. Adnad sarebbe stato furioso per il fatto di guadagnare molto di meno rispetto ai Seramondi.

Così con un complice, ancora ricercato, avevano ferito a colpi di pistola un dipendente di Frank. In questo modo la presenza di polizia e forze dell’ordine avrebbe tolto davanti all’attività del pachistano gli spacciatori. Poi, con la collaborazione di altri tre che avrebbero fornito le armi e il fucile, quella mattina dell’11 agosto avrebbero messo a segno il delitto. Tutti si trovano in carcere dopo essere stati beccati dalle telecamere di video sorveglianza.

Quando gli agenti hanno notato una mazzetta da 6 mila euro sul banco nel retro del negozio avevano avviato le indagini fiscali. Hanno anche trovato un registro dove venivano riportate tutte le somme non segnalate al fisco. Ma che non c’entrano nulla con il delitto.