MARCHENO – Bozzoli, interrogati i dipendenti. Una lite tra Mario e nipote la settimana prima della scomparsa?

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Vanno avanti a Marcheno, in Valtrompia, le indagini per decifrare l’enigma dietro la scomparsa dell’imprenditore Mario Bozzoli, sparito dalla fonderia di via Gitti dall’8 ottobre. Ieri i controlli dei tecnici scientifici con l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, i carabinieri, vigili del fuoco e unità cinofile hanno puntato ancora l’attenzione sui contenuti dei sacchi. Si cerca ogni minima traccia biologica che possa appartenere all’uomo scomparso.

Negli uffici, invece, gli agenti della Guardia di Finanza hanno verificato ogni documento contabile, trasferimenti bancari, fatture, corrispondenze tra i materiali presenti in magazzino e quelli registrati e le pratiche sull’apertura di un’altra sede a Bedizzole. Ieri è stato il giorno anche degli interrogatori ai dipendenti e familiari che hanno visto per ultimi l’imprenditore e che potrebbero aver sentito o visto qualcosa collegato al dramma di questi giorni.

Uno degli addetti si è presentato da solo nel piazzale e i carabinieri lo hanno portato alla caserma di Gardone per fargli alcune domande. Su cosa si siano detti, non è trapelato nulla. Mentre si è diffusa una voce, tutta da verificare, secondo la quale Mario Bozzoli e uno dei nipoti in azienda avrebbero avuto un duro scontro con tanto di schiaffi la settimana precedente alla scomparsa.

Gli inquirenti vogliono capire anche la posizione di Giuseppe Ghirardini, l’operaio trovato morto domenica 18 ottobre a Ponte di Legno. L’uomo, secondo una delle sorelle, conosceva il posto e quindi non sarebbe un mistero. Ma ancora non si trova il suo cellulare, mentre gli esami, ancora non resi ufficiali, parlerebbero di un infarto alla base del decesso. Risulta scomparso anche il cellulare dell’imprenditore.