Alcol e anziani, 4 uomini su 10 a rischio. Corsi Asl per i volontari che li curano

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’alcol etilico una sostanza tossica e cancerogena per l’organismo umano. E’ noto anche che l’alcol, utilizzato in quantità impropria, altera la funzionalità del sistema nervoso centrale, può indurre dipendenza e comportamenti antisociali di vario tipo. In particolare, l’alcol costituisce un fattore di rischio – si legge in una nota dell’Asl di Brescia – e rappresenta un tema di rilevante importanza sociale e sanitaria per la fascia delle persone anziane attualmente rappresentata dagli over 65enni.

L’invecchiamento e indebolimento fisico e la percezione di uno stato di isolamento frequente, di solitudine e di emarginazione o estraniamento dalla vita sociale rendono l’anziano maggiormente vulnerabile ai danni conseguenti a un consumo rischioso di alcol. La relazione al Parlamento per il 2014 da parte del ministero della Salute relativa all’alcol rileva che, nella popolazione anziana ultra 65enne, circa il 40% degli uomini e il 10% delle donne presenta un consumo rischioso o dannoso di alcol. Per ridurne il consumo in questa fascia di popolazione, l’Asl di Brescia propone un percorso formativo su questo tema destinato a volontari di associazioni che interagiscono con persone anziane dei quartieri di Brescia.

I volontari, in base al ruolo che gli anziani riconoscono loro – continua la nota – rappresentano una risorsa preziosa per trasmettere messaggi di tutela della salute in generale e di attenzione alla dipendenza da alcol in particolare. Gli obiettivi del progetto sono aumentare la conoscenza del fenomeno di uso e abuso e dipendenze da alcol dal punto di vista medico, sociale, psicologico e medico-legale e migliorare le competenze comunicative dei volontari nell’approccio con l’anziano.

Il ciclo, di tre incontri si terrà nelle aule di formazione dell’Asl di Brescia in viale Duca degli Abruzzi da operatori legati al Dipartimento Dipendenze e all’unità operativa Educazione alla Salute (medici, psicologi, educatori e assistenti sociali) dal 29 ottobre.