MARCHENO – Tecnici tornano in fonderia. Contabilità al setaccio della Guardia di Finanza

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Al via una nuova settimana di indagini e sopralluoghi alla fonderia Bozzoli Srl di via Gitti a Marcheno da dove si sono perse le tracce dell’imprenditore Mario Bozzoli. Sotto esame da parte degli investigatori c’è soprattutto il forno nel quale c’è la possibilità che il 50enne sia finito. Forse dopo un omicidio all’interno della fabbrica e che ha visto i suoi presunti aguzzini gettarlo nell’impianto come unico sistema per nascondere il cadavere. Per questo motivo stamattina sono tornati l’anatomopatologa Cristina Cattaneo e l’ingegnere metallurgico Cesare Cibaldi per controllare i sacchi e i lingotti di ottone.

Tutte analisi scientifiche che potranno dire di più sulla scomparsa dell’imprenditore. Nelle stesse ore sono arrivate un’unità cinofila e la scientifica dei carabinieri insieme agli agenti della Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle stanno esaminando tutti i documenti contabili, fatture e registri vari, compresa l’operazione che ha portato alla costruzione da parte di Adelio, fratello di Mario, di un’altra azienda a Bedizzole. Intanto, dai risultati degli esami tossicologici disposti sul corpo dell’operaio Giuseppe Ghirardini, trovato morto domenica 18 ottobre, emergerebbe un caso di infarto. Quindi non ci sarebbe stata alcuna morte violenta.

A proposito dell’uomo, nelle ultime ore sono intervenuti anche alcuni parenti, a partire dalle sorelle, per respingere le accuse secondo le quali l’uomo sarebbe stato coinvolto in qualche modo nella vicenda di Bozzoli. Hanno anche confermato che Ghirardini, al contrario di quanto alcune fonti di stampa locale avevano riportato, era rimasto a casa la sera prima della scomparsa. Gli inquirenti continuano a indagare anche sui rapporti tra Mario, Adelio e il fratello del secondo. La moglie dello scomparso, Irene Zubani, aveva parlato di timori manifestati dal compagno. Preoccupazione che avrebbe coinvolto anche i figli.