MARCHENO – Bozzoli, il fratello Adelio: “Mai avuto scontri”. Ma la moglie: “Mario aveva paura per i figli”

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Dal ritrovamento di alcuni indizi che potrebbero aver portato a una traccia, fino alla ricerca di elementi per un possibile caso di omicidio. Si è espresso così in questi giorni e nelle ultime ore il procuratore capo del tribunale di Brescia Tommaso Buonanno sul mistero di Marcheno. L’unica certezza è che l’uomo risulta ormai scomparso da due settimane, da quella sera di giovedì 8 ottobre. In quattordici giorni ci sono stati controlli, sopralluoghi e interrogatori, senza dimenticare il ritrovamento del cadavere dell’operaio Giuseppe Ghirardini domenica a Ponte di Legno. Ogni minima traccia può essere fondamentale e per questo motivo stamattina gli inquirenti con l’anatomopatologa Cristina Cattaneo sono tornati in fonderia per altri controlli.

Le indagini si concentrano soprattutto su un forno nel quale Mario Bozzoli, l’imprenditore di 50 anni, potrebbe essere finito per una disgrazia o, come si potrebbe ipotizzare, spinto da qualcuno. E dal quale sarebbe uscito una fumata anomala che ha poi spinto a riavviare l’impianto. Di certo, come ha sottolineato ancora Buonanno dopo il vertice di ieri mattina al tribunale di Brescia con le forze dell’ordine, le indagini saranno lunghe, tanto da richiedere un gruppo di esperti da affiancare agli inquirenti. Si devono analizzare i lotti di ottone usciti dal forno nei minuti successivi alla scomparsa dell’uomo, così come gli scarti industriali. In attesa anche di sapere i risultati finali dell’autopsia disposta sul corpo dell’operaio trovato senza vita domenica.

Relazione che arriverà tra due settimane e che potrà dire molto sulla dinamica della morte, sia se avvenuta per il freddo o violenta. Intanto il procuratore ha aggiunto che non risulta la presenza dell’uomo prima di mercoledì della scomparsa a Vezza d’Oglio. Ma le ultime ore raccontano anche di versioni diverse per quanto riguarda i rapporti tra Mario e il fratello Adelio. Il secondo, interpellato dalla stampa locale, ha detto che non ci sarebbero mai stati problemi, “tranne qualche diatriba come spesso può accadere in una famiglia, ma abbiamo deciso di stare insieme”. Con queste motivazioni ha cercato di smarcarsi da ogni presunta ipotesi di accusa come viene paventata da più parti. L’uomo si dice innocente e non vuole nemmeno pensare che il fratello sia finito nel forno.

Ha anche aggiunto, a proposito della nuova sede di Bedizzole, che non sarebbe dovuta agli scontri con il fratello in società e che tra i nipoti e Mario non ci sarebbe stata alcuna discussione. Una versione completamente contrastante rispetto a quella della moglie del fratello, Irene Zubani, che ai carabinieri di Tavernole il giorno della scomparsa avrebbe parlato di forti tensioni, soprattutto negli ultimi mesi, tra il marito e il cognato. Al centro ci sarebbero stati i rinnovi a livello generazionale per gestire l’azienda, tanto che l’imprenditore scomparso, secondo le dichiarazioni che Irene avrebbe reso alle forze dell’ordine, aveva paura anche per i figli.

Una situazione che lo avrebbe spinto a pensare di lasciare Marcheno per il presunto clima in fonderia. Dei dissidi parla anche un operaio interno all’azienda che, sentito in modo anonimo dalla versione bresciana del Corriere.it, avrebbe parlato di “un ambiente strano dove è difficile lavorare”. Secondo lui e stando a quanto riportato dal Corsera, altri addetti avrebbero paura a dire la verità su quel giorno. Tanto che solleva dubbi sulla morte naturale di Ghirardini, forse perché aveva visto qualcosa. Altri elementi potrebbero arrivare dal suo cellulare che però ancora non si trova. In ogni caso, tutto resta ancora nel mistero. Un “giallo” al vaglio degli inquirenti che saranno chiamati a settimane di lavoro.

1 Commento

  1. Sembra che la scelta del Bozzoli Adelio di costruire una fonderia a Bedizzole per dividersi dal fratello “scomparso” in questo periodo, abbia un disegno premeditato…Alex il figlio di Bozzoli potrebbe nascondere qualcosa di inquietante.

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