MARCHENO – “Bozzoli mai uscito dall’azienda”. Mistero su furgone bianco e cellulare operaio morto

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Forze dell’ordine e magistratura bresciani insieme ai consulenti tecnici e legali stanno lavorando a ritmo serrato sulla scomparsa dall’8 ottobre dell’imprenditore Mario Bozzoli, 50 anni, titolare con il fratello Adelio della Bozzoli Srl di via Gitti a Marcheno, in Valtrompia. Sul caso sono stati aperti due fascicoli dal sostituto procuratore di Brescia Alberto Rossi per sequestro di persona e per istigazione al suicidio. Il secondo si basa sul ritrovamento del corpo senza vita di Giuseppe Ghirardini, 50 anni, rinvenuto domenica pomeriggio vicino a un torrente a Ponte di Legno.

Dopo la tragica scoperta dell’uomo sul quale è stata eseguita l’autopsia, ma di cui ancora non si conoscono gli esiti, le indagini sono tornate all’interno della fonderia. Ieri mattina è giunta il medico legale Cristina Cattaneo, nota per aver seguito, tra gli altri, il caso di Yara Gambirasio. Ha scattato diverse foto con l’aiuto dei Ris di Parma ai forni, agli spogliatoi dove Bozzoli avrebbe detto agli operai di andare e sul percorso per arrivarci. Nel pomeriggio sono entrati anche i vigili del fuoco, mentre stamattina sono tornati sul posto i carabinieri esperti della Scientifica e alcune unità cinofile con due cani arrivati da Bologna ed esperti nella ricerca di cadaveri, per scandagliare i forni, i tombini e le centinaia di sacchi bianchi accostati all’ingresso dell’azienda.

Una vicenda, quella di Marcheno, che ha fatto dire al procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno (nella foto tratta dal Corriere tv) giunto sul luogo proprio oggi, di essere “una delle più difficili nella mia carriera”. In ogni caso, secondo lo stesso magistrato, il procuratore generale Pierluigi Maria Dell’Osso e l’avvocato della famiglia Bozzoli, l’imprenditore non sarebbe mai uscito dall’azienda. Sono emerse anche delle tracce che saranno controllate, come ha detto ancora Buonanno. Ma nelle ultime ore si è aggiunto un altro “giallo”. La sera della scomparsa, quando l’imprenditore ha visto per l’ultima volta alcuni operai, tra cui Ghirardini, sarebbe arrivato un furgone bianco spagnolo, un fornitore, al quale sarebbe stato chiesto di posticipare l’arrivo in fonderia di un paio di ore. Sarebbe arrivato intorno alle 19 e rimasto fuori dai cancelli, per poi entrare e uscire dopo pochi minuti. Ma la sua presenza non sarebbe certificata da alcun documento.

L’indiscrezione di stampa, in ogni caso, deve essere verificata. Dall’altra parte c’è la situazione dell’operaio trovato morto. Gli esiti dell’autopsia non sono ancora noti e non è da escludere che sia stata una morte violenta. Di certo, secondo il procuratore Buonanno, se emergesse che l’uomo sia stato ucciso ci sarebbero dei legami forti con la vicenda. Ma un collegamento, almeno temporale, secondo il magistrato c’è. Proprio il giorno della scomparsa mercoledì scorso, Ghirardini avrebbe dovuto andare alla caserma dei carabinieri per essere interrogato. Invece, dopo la battuta di caccia annullata, ha raggiunto Ponte di Legno non si sa per quale motivo.

Alle ipotesi investigative si aggiunge quella dell’ex capo del Ris di Parma Luciano Garofalo intervistato da Il Giorno. Secondo lui sarebbe da scartare un eventuale sequestro di persona di Bozzoli perché sono passati diversi giorni dalla scomparsa. Ritiene anche difficile che sia finito dentro uno dei forni che hanno una bocca stretta per far passare un uomo. L’unica strada per trovare una traccia, secondo l’ex dei Ris, è controllare i cellulari di Bozzoli e Ghirardini (che però non si trova più), corrispondenze di posta elettronica e ricostruire ogni legame familiare. Per esempio tra i nipoti di Mario Bozzoli (uno è stato visto strappare dei documenti prima del sequestro dello stabilimento) e lo stesso imprenditore o con il fratello con il quale ci sarebbero stati dei dissidi negli ultimi tempi.