ROMA – Beni d’impresa a soci e familiari, nota all’Agenzia Entrate entro il 30 ottobre

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Entro il 30 Ottobre 2015 le aziende dovranno inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione dei dati anagrafici dei familiari dell’imprenditore o dei soci che nel 2014 hanno avuto in godimento beni dell’impresa nonché gli elementi identificativi dei beni. Nello specifico, andranno trasmesse telematicamente:

1) La Comunicazione all’Anagrafe Tributaria dei dati dei soci e dei familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa. La Comunicazione deve essere effettuata per i beni concessi in godimento dall’impresa ai soci, o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.

2) La Comunicazione all’Anagrafe Tributaria dei dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, nell’anno 2014, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo pari o superiore a euro 3.600. Per finanziamenti s’intendono le somme a qualsiasi titolo prestate alla società, sia con applicazione di interessi che infruttifere. Per capitalizzazioni s’intendono le somme versate alla società non a titolo di prestito, bensì a titolo di rafforzamento del patrimonio, come nel caso di sottoscrizione e aumenti di capitale.

Si ricorda che, secondo quanto previsto dalla normativa, i familiari dell’imprenditore e dei soci vanno individuati, ai sensi dell’articolo 5, comma 5 Tuir, tra “il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado”.

Restano esclusi dal provvedimento i beni concessi in godimento privato che soddisfano congiuntamente due requisiti: 1) hanno un valore non superiore ad 3.000 euro al netto dell’Iva 2) sono compresi nella categoria residuale “altro” prevista dal decreto, trattasi ovvero di beni diversi da autovetture, unità da diporto, aeromobili ed immobili. Sono, inoltre, previste alcune esclusioni oggettive quali: i beni concessi in godimento agli amministratori; i beni concessi in godimento che costituiscono fringe benefit e sono assoggettati alla disciplina prevista dagli articoli 51 e 54 del Testo Unico delle imposte sui redditi; i beni concessi in godimento all’imprenditore individuale; gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci; i beni di società e di enti privati di tipo associativo che svolgono attività commerciale concessi in godimento a enti non commerciali che utilizzano gli stessi beni per fini esclusivamente istituzionali; i beni ad uso pubblico per i quali è prevista l’integrale deducibilità dei relativi costi nonostante l’utilizzo privatistico riconosciuto per legge.

Tali comunicazioni non sono immuni dal redditometro e finiscono con l’ampliare il volume d’informazioni a disposizione del Fisco. In merito all’accertamento sintetico, il fatto che un bene in godimento sia attribuito al socio comporta che le spese inerenti siano imputate all’utilizzatore reale del bene (la persona fisica) piuttosto che alla società (la persona giuridica). In particolare, questo è vero soprattutto per beni quali autoveicoli e telefoni utilizzati dai soci, per i quali le relative spese non sono particolarmente significative.