MARCHENO – Troppi misteri sull’imprenditore sparito. Ricerche sospese. Violenza in fonderia?

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Sono le ultime ore di ricerca di Mario Bozzoli, l’imprenditore di 50 anni, titolare della Bozzoli Srl di via Gitti e scomparso nel nulla da Marcheno giovedì scorso. Lo ha deciso la prefettura di Brescia che, dopo la proroga di altre 24 ore concesse per oggi, intende fermarle. Oltre una sessantina di uomini e volontari tra Protezione civile, vigili del fuoco e soccorso alpino hanno setacciato in lungo e in largo il paese triumplino, fino ai confini con Gardone verso la Dolomite sia nella zona che conduce a Lodrino. Ma non è stata trovata alcuna traccia, nulla che possa ricondurre all’uomo scomparso.

L’ultimo contatto, secondo gli inquirenti, è stato con alcuni dipendenti giovedì scorso ai quali avrebbe detto di andare negli spogliatoi per farsi una doccia e poi alla moglie avvisandola del suo arrivo. Le attenzioni degli investigatori sono puntate, invece, all’interno dell’azienda dove potrebbe essere successo qualcosa. L’idea di una fonderia con forni che possono arrivare fino a 900 gradi di temperatura e un presunto dissidio finito nel modo più macabro continua a riempire i pensieri di chi sta indagando. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta per sequestro di persona da parte del sostituto procuratore Alberto Rossi che ha posto i sigilli da martedì all’azienda.

Sono giunti a Marcheno anche i Ris di Parma per controllare gli scarti ferrosi della produzione industriale insieme al perito voluto da Patrizia Scalvi, avvocato della famiglia dell’imprenditore sparito. Ma nelle ultime ore si sono presentati alcuni presunti misteri che fanno propendere sul fatto che, come ha sottolineato il legale, qualcosa sia successo in azienda. Il giorno della scomparsa sarebbe stata vista entrare e uscire dopo pochi minuti, di sera, l’auto di un nipote di Mario Bozzoli. A questo si aggiunge il fatto che le telecamere di video sorveglianza della ditta non hanno registrato alcun movimento del datore di lavoro. Si indaga anche sui rapporti di famiglia e i presunti dissidi con il fratello Adelio sull’apertura di una nuova sede a Bedizzole.

Un altro elemento riguarda un presunto individuo, ripreso dalle telecamere di “Chi l’ha visto?” su Rai 3 e mostrato ieri sera, che prenderebbe alcuni documenti e altri ne strapperebbe pochi minuti prima che l’azienda venga sequestrata. Dalle indagini oggi è emerso un altro particolare, confermato dall’avvocato Scalvi. Dopo la chiamata alla moglie giovedì scorso, il cellulare è rimasto staccato, ma per poi tornare a suonare venti ore dopo. A contattarlo era stata la domestica di Bozzoli che non sapeva ancora della vicenda.

Lo stesso legale nel pomeriggio è intervenuta in diretta in collegamento con “La vita in diretta” su Rai 1 lanciando un appello e chiedendo che, chi ha informazioni le dia. In campo ci sono tutte le tecnologie possibili anche per verificare qualche traccia di violenza all’interno della ditta. Le uniche certezze sono l’auto dell’imprenditore ancora parcheggiata davanti alla ditta e gli abiti puliti che avrebbe dovuto indossare al termine della giornata di lavoro, ma che non ha mai potuto fare.