GHEDI – Sequestrata Italcarni, trovata salmonella. “Animali trascinati dai camion”

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Batteri con concentrazioni fino a 50 volte superiori al limite di legge e persino tracce di salmonella. Sono stati trovati questi “ingredienti” nei prodotti dell’Italcarni di Ghedi, nella bassa bresciana, sequestrata mercoledì dal Corpo Forestale dello Stato. Ieri sono arrivati i risultati chimici che avrebbero confermato le scarse condizioni igieniche e sanitarie all’interno dello stabilimento e le precarie condizioni degli animali da macellare.

Secondo il sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che conduce l’inchiesta, i bovini sarebbero stati letteralmente legati con catene di ferro e trascinati dai camion nell’azienda. Poi si sarebbero usati dei forconi contro le piaghe degli animali e le fratture di quelli che non riuscivano a stare in piedi e cadevano non sarebbero state curate. Un presunto vero e proprio calvario, insomma, che poi avrebbe provocato conseguenze sulla carne da mettere in vendita a disposizione dei consumatori.

Nell’ambito dell’inchiesta sono indagati il titolare, tre collaboratori e due veterinari dell’Asl della Bassa Bresciana che avrebbero permesso tutte quelle pratiche. Sono accusati di adulterazione di carne destinata ad alimentazione umana, maltrattamento di animali, falso in atto pubblico e smaltimento illecito di rifiuti. Secondo l’indagine, liquidi misti tra acqua e sangue degli animali venivano smaltiti nelle rogge.