BARDOLINO (VR) – Quinto festival della geografia, i luoghi della realtà e dell’immaginazione

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Torna il Festival Internazionale della Geografia, che si svolgerà il 16 e 17 ottobre presso il centro congressi Aqualux di Bardolino. La manifestazione, giunta alla quinta edizione, mira ad illustrare sia le capacità dell’uomo di descrivere lo spazio e la geografia dei luoghi fisici, sia la creatività che sta alla base di miti come Atlantide, l’Eldorado o la Terra di Mezzo.

Quest’anno l’evento, coordinato come al solito dal giornalista Rai Paolo Gila, sarà dedicato alla memoria del medico Girolamo Fracastoro, studioso nato alla fine del Quattrocento a Verona, amico di Copernico ed esperto di astronomia, botanica e cartografia. Tra i suoi lavori più celebri figura, appunto, il rinnovamento delle mappe in seguito alla scoperta dell’America.

Il Festival porterà nel Comune Gardesano alcuni tra i massimi esperti nazionali ed europei in materie geografiche e geopolitiche. Tra i relatori saranno presenti:

L’architetto spagnolo Eduardo Aguilar, rinomato realizzatore cartografico ed esperto di scienze del territorio ed urbanistica.

La scrittrice Giuseppina Norcia, autrice di contributi, di taglio sia scientifico che divulgativo, relativi alla storia di Siracusa e alla messinscena contemporanea della tragedia greca.

Il Dott. Alberto Toso Fei, viaggiatore, giornalista ed appassionato di misteri.

L’astrofisico Giovanni Bignami, opinionista, editorialista, già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.

I professori universitari Alberto Rovetta, Antonio Violante e Marc Augè.

La storia contemporanea è contraddistinta da fenomeni come l’avanzata delle grandi metropoli, la cementificazione del territorio e la crescita delle coltivazioni intensive. Si tratta di dinamiche che tolgono spazio alla natura e fanno arretrare l’ambiente in spazi sempre più angusti, mentre gli artifici antropici crescono in maniera esponenziale. La Geografia, materia spesso trascurata, assume così grande importanza non solo per gli argomenti trattati, ma anche e soprattutto come bussola per uno sviluppo sostenibile, mirato a ricostituire un patrimonio di conoscenze diffuso e condiviso, al fine di salvaguardare noi stessi attraverso la difesa del pianeta e dei suoi tesori ambientali.