CASTENEDOLO – Delitto Mura, Musini chiede di essere liberato. “Nessuna prova”

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“Alessandro Musini deve essere scarcerato”. La richiesta al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia Luca Tringali arriva dagli avvocati Andrea Pezzangora ed Ennio Buffoli. Musini, di 54 anni, si trova detenuto nel carcere di Canton Mombello dal 17 marzo scorso con l’accusa di aver ucciso la moglie Anna Mura. La donna era stata trovata morta e con il cranio sfondato dal figlio minore nell’appartamento di via Matteotti a Castenedolo, nella bassa bresciana.

Subito dopo il rinvenimento, gli indizi sono stati rivolti al marito che era scappato e reso irreperibile per un giorno e mezzo. Quando è stato visto a bordo della sua auto a Brescia era stato poi arrestato, interrogato e condotto in carcere. L’uomo, in realtà, si è sempre detto innocente. A suo favore, al momento, c’è il fatto che l’arma del delitto non sia ancora stata trovata, non c’erano tracce di dna dell’uomo sul corpo della moglie e nemmeno sugli abiti di Musini usati quel giorno.

L’uomo, fin dal primo interrogatorio, ha detto che quella mattina aveva visto la televisione e poi è uscito per alcune ore. Quando è rientrato avrebbe visto la moglie morta e sarebbe scappato per paura. I test sull’impianto elettrico avevano verificato come, in effetti, ci fosse stato il consumo. Nessuna prova, quindi. Per questo motivo è stata chiesta la revoca del carcere.