LUMEZZANE – ‘Ndrangheta, tre a processo. Procura di Brescia: “Stampo mafioso”

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La procura della Repubblica di Brescia, tramite il pm Paolo Savio, ha chiesto e ottenuto ieri dal giudice delle udienze preliminari il rinvio a giudizio per tre persone, accusate di far parte di un’associazione criminale di stampo mafioso con collegamenti tra la Calabria e Lumezzane. Sono Giovanni Tigranate, Salvatore Rachele e Giuseppe Piromalli che saranno alla sbarra il 2 febbraio per il processo. Coinvolti nell’udienza altri 49 imputati per traffico di droga e riciclaggio di denaro sporco.

Nella richiesta di processo per i tre, la procura parla di “associazione criminale di tipo ‘ndranghetistico operante a Brescia e nel distretto della Corte d’Appello di Brescia dove Tigranate e Rachele hanno funzioni direttive e ruoli di capo coordinatori del gruppo bresciano affiliato a un sodalizio criminale radicato in Calabria nella frazione di Messigna di Oppido, finalizzato alla commissione di un numero indeterminato di delitti, sia contro il patrimonio che contro le persone e in materia di traffico di stupefacenti e di detenzione di armi e materie esplodenti e comunque finalizzato ad acquisire in modo diretto e indiretto la gestione e il controllo di attività economiche o a realizzare profitti e vantaggi ingiusti”.

Viene contestato al sodalizio anche l’idea di assoggettare gli aderenti in una condizione di omertà, senso di appartenenza alla terra di origine, riunioni per dividersi il territorio, rituali di iniziazione alla ‘ndrangheta, scala gerarchica e assistenza ai detenuti aiutando le famiglie. Nel 2007 il sodalizio aveva allargato il campo dalla droga alle armi tra Calabria, da dove arrivavano gli uomini per i collegamenti, Valtrompia e Lumezzane. Nello stesso procedimento giudiziario alcuni indagati sono stati prosciolti, mentre uno dei condannati, Luca Sirani per reati fiscali, dovrà scontare 5 anni e sei mesi.