BERLINGO – Macogna, discarica sequestrata dopo i risultati Arpa. Comitati e cittadini esultano

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Svolta clamorosa nella vicenda della cava Macogna dove si trova una discarica nella bassa bresciana e Franciacorta, tra Berlingo e Cazzago San Martino. La procura di Brescia l’ha sequestrata dopo che le analisi eseguite dall’Arpa hanno certificato come nei rifiuti stoccati dalla ditta Drr di San Polo proprietaria dell’area ci sia un valore chimico fuori norma. I comitati dei cittadini che da tempo sono contrari alla discarica e presidiano l’ingresso avevano già fatto controllare i prelievi da un laboratorio privato esterno di Castel Mella.

In quei dati si parlava di concentrazioni di molibdeno, bario e tds, cioè rifiuti solidi disciolti, oltre i limiti di legge. Dopo i risultati, in realtà ancora non pubblici, dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente bisognerà ancora attendere due settimane per quelli finali, ma intanto i cittadini stanno festeggiando. I carabinieri sono giunti sul posto intorno alle 11,30 per porre i sigilli e stasera alle 20 ci sarà una festa davanti al presidio. I comitati si dicono entusiasti perché “decidiamo noi della nostra terra e se è arrivato questo provvedimento, vuol dire che avevamo ragione”.

La cava era stata negata dalla Regione Lombardia nel 2012 e al contrario approvata l’anno dopo dalla provincia di Brescia per depositare rifiuti che sarebbe dovuti essere inerti. Ma i prelievi condotti dai cittadini nel blocco dei camion eseguito l’8 luglio avrebbero certificato l’opposto. Il sindaco di Berlingo Cristina Bellini ha raggiunto la cava e si è detta soddisfatta, ma “se si arriva al sequestro penale c’è una situazione grave”. Il primo cittadino era stata convocata dal prefetto di Brescia Valerio Valenti per valutare l’ordine pubblico con le continue proteste dei residenti a ogni passaggio di camion. Residenti che, al momento, sembrano aver avuto ragione.