COLLIO – Profughi, la protesta in tv. Sindaco: “Non siamo razzisti, vogliamo dialogo tra istituzioni”

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Il caso dei diciannove migranti approdati giovedì scorso a Collio, in alta Valtrompia, dove sono ospiti dell’hotel “Al Cacciatore”, è arrivato davanti ai riflettori ieri sera durante la trasmissione “Dalla vostra parte” su Rete 4 dedicata agli immigrati (guarda il video). Tra le decine di cittadini contrari alla presenza dei richiedenti asilo e che nei giorni scorsi hanno protestato e raccolto firme, c’era anche il sindaco Mirella Zanini.

“Non è questione di razzismo – ha detto il primo cittadino ai microfoni – il 20% dei residenti di Collio è per la maggioranza formata da extracomunitari. Vorremmo che ci fosse più dialogo tra le istituzioni”. Il sindaco ha più volte detto di essere stata avvisata giovedì a mezzogiorno dalla prefettura, mentre i migranti sono arrivati poche ore dopo, intorno alle 19. Dall’altra parte c’è anche la questione della struttura ricettiva che li ospita e che per tre anni è rimasta ferma.

Nel momento dell’arrivo degli stranieri non avrebbe avuto le autorizzazioni e la pratica per consentire l’ospitalità sarebbe arrivata ieri, dopo che la migrazione in alta valle era già avvenuta. Così erano scattate le proteste, prima politiche con Forza Nuova e Lega Nord e poi dei cittadini che in pochi giorni hanno raccolto 1.000 firme (su 2 mila residenti) per chiedere di trasferirli. Il prefetto di Brescia Valerio Valenti, che lunedì ha incontrato il sindaco Zanini sulla questione, ha detto che i migranti non si sposteranno da lì e dato rassicurazioni.

Ma potrebbero arrivarne ancora, visto che un altro albergo operativo a Collio ha dato la sua disponibilità a ospitarli, aspettando che da piazza Paolo VI vengano assegnati. In paese il clima è teso e di paura, tanto che tra i cittadini in passato non si erano mai verificate divisioni. I genitori, in particolare, lamentano il fatto che a pochi metri dall’hotel si trova la scuola dove tra pochi giorni i bambini torneranno a seguire le lezioni. Sul tema dei profughi, intanto, ieri il vescovo di Brescia Luciano Monari, durante la prima giornata del convegno annuale del clero, ha chiesto alle parrocchie di farsi avanti, ospitando gruppi di poche persone all’insegna della micro accoglienza diffusa.