COLLIO – Profughi, raccolte 1.000 firme di contrari. Prefetto: “Non si muovono da lì”

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Vanno avanti a San Colombano di Collio, in alta Valtrompia, le proteste contro i diciannove profughi arrivati giovedì scorso all’hotel “Al Cacciatore”. I cittadini hanno raccolto 1.000 firme (circa metà dei residenti) per chiedere di trasferire i migranti in altri posti. Ma il prefetto di Brescia Valerio Valenti, che ieri ha valutato le offerte di ospitalità arrivate con l’ultimo bando, ha confermato che i richiedenti asilo resteranno lì, giustificando le proteste come “atti politici per verificare la forza dei vari partiti”.

Intanto, gli agenti di polizia restano davanti alla struttura per presidiarla. Nel bresciano sono attualmente ospitati 1.200 migranti e sono stati offerti 200 posti, anche se non sarebbero reali visto che sono ancora da valutare nelle condizioni. Secondo il prefetto di Brescia bisogna continuare con la micro accoglienza diffusa, distribuendo gli stranieri in piccoli gruppi tra i vari paesi.

Ma di fronte agli sbarchi incessanti ormai oltre l’emergenza e alla continua richiesta di posti, potrebbe saltare la proporzione tra numero di abitanti e presenze. L’ultima possibilità è quella di allestire tendopoli permanenti, ma sarà un caso estremo. C’è anche il problema della metà di domande per le richieste di asilo che non sono state accolte e si avviano verso il ricorso, rischiando di allungare i tempi.

Sul fronte dei profughi è giunta nelle ultime ore anche la voce del vescovo di Brescia Luciano Monari che al convegno annuale del clero ha chiesto alle parrocchie di offrire la propria disponibilità. Al contrario, dal punto di vista politico, il leader nazionale della Lega Nord Matteo Salvini si dice pronto a occupare le prefetture di Brescia, Bergamo e Varese.