BERZO DEMO – Ex Selca, indagato curatore fallimentare. “Non usati 9 milioni per bonifica”

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Nella vicenda giudiziaria contro i titolari Bettoni dell’ex Selca di Berzo Demo sul fallimento dell’azienda che si occupava di smaltire rifiuti tossici, è coinvolto anche il curatore fallimentare Giacomo Ducoli. L’iscrizione dell’uomo nel registro degli indagati compare nei verbali della Procura di Brescia depositati pochi giorni fa in seguito alle audizioni della commissione parlamentare di inchiesta contro i reati legati ai rifiuti. Il curatore, come ha specificato il procuratore aggiunto Sandro Raimondi che conduce l’inchiesta, è indagato per disastro ambientale.

L’accusa formulata contro Ducoli è quella di non aver usato i 9 milioni di euro rimasti dal fallimento della società per la bonifica. In realtà, la procura ha sottolineato che il processo non è uno, ma sono tre per più indagati. Si parla di bancarotta fraudolenta verso i vecchi amministratori, poi contro i consiglieri di amministrazione e infine proprio verso il curatore. L’uomo che avrebbe dovuto gestire l’attività durante la fase fallimentare ha presentato più volte ricorso al Tar e Consiglio di Stato sulla vicenda della bonifica, ma non ha mai avuto ragione.

In virtù della nuova legge sugli Ecoreati può rischiare sei anni di carcere e 100 mila euro di multa. Nel sottosuolo la falda sarebbe contaminata dai liquidi dovuti ai rifiuti tossici stoccati in decenni e lasciati liberi, senza alcuna protezione. Ma non sarebbero solo le 23 mila tonnellate provenienti dall’azienda australiana, l’ultima a inviare la commessa all’ex Selca.

In base ai rilievi dei magistrati, sarebbero dieci volte di più, oltre a quelle stipate sotto la montagna. Il motivo per cui il curatore fallimentare non avrebbe usato i 9 milioni di euro potrebbe essere la richiesta di alcuni crediti, alcuni forse legati alla criminalità organizzata. Intanto si sta decidendo se trasferire le scorie più pericolose in Germania.