BRESCIA – Arrestati due complici delitto Frank, prima notte in carcere

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Uno avrebbe ospitato nella sua casa di Mairano i due presunti assassini la notte prima dell’omicidio e ha rinunciato al delitto. L’altro avrebbe fornito la pistola con cui ai primi giorni di luglio è stato ferito Arben Corri, dipendente della pizzeria notturna “Da Frank” della Mandolossa a Brescia. Si trovano in carcere da ieri sera e si sarebbero resi complici del duplice delitto di Francesco Seramondi e della moglie Giovanna Ferrari, titolari dell’attività commerciale.

Ieri sono rimasti sorpresi quando si sono visti mettere le manette dagli agenti della squadra Mobile di Brescia diretti da Giuseppe Schettino per opera di due ordinanze firmate dal giudice per le indagini preliminari di Brescia Luigi Pagliuca. Il 43enne indiano residente a Mairano, nella bassa bresciana, avrebbe fornito il fucile a canne mozze che sarebbe poi stato usato per l’omicidio. Proprio lui avrebbe dovuto partecipare al raid, ma all’ultimo minuto aveva rinunciato lasciando l’incombenza a Sarbjiat Singh con Muhammad Adnan presunto organizzatore dell’omicidio.

E’ il titolare, infatti, del negozio “Dolce a Salato” che si trova nello stesso piazzale dove operava “Da Frank”. La presunta eccessiva concorrenza dei coniugi italiani e il posizionamento di spacciatori davanti all’attività dell’indiano sono le cause sempre affermate da Adnan per il suo gesto. Il 43enne era titolare di un negozio di kebab e avrebbe procurato tutto il materiale. Il fucile acquistato risultava rubato e gli inquirenti stanno cercando anche il proprietario.

Il secondo presunto complice finito agli arresti ieri, un indiano di 29 anni, fermato nella sua casa di Robecco d’Oglio, in provincia di Cremona, avrebbe fornito la pistola per colpire il dipendente di Francesco Seramondi a fine giugno. I due, nel primo interrogatorio ieri sera in questura non hanno voluto rispondere e sono stati condotti in un altro carcere diverso da quello di Canton Mombello per non entrare in contatto con Adnan e Singh. Saranno sottoposti alle domande del gip per la convalida del fermo. Foto tratta da Corriere.it