La riforma sanitaria. Riflessioni di Celso Vassalini

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Ricevo e volentieri pubblico alcune riflessioni del signor Vassalini, tuttavia abbreviate per ragioni di spazio e lettura

“Dal 1452 gli Spedali Civili esistono e non possono essere fagocitati dalla politica dopo 563 anni di servizio alla Città con risultati che oggi li collocano a livello internazionale. La “riforma della riforma” della sanità lombarda diventa legge. Nella notte tra mercoledì 5 agosto e giovedì 6 il Consiglio regionale ha approvato il testo che rivede la governance del sistema. 

Tra i perni della riforma la sostituzione delle Asl con le Agenzie di tutela della Salute (Ats).  In questi ultimi anni, in seguito ai cambiamenti legislativi, si stanno verificando importanti trasformazioni nel settore della sanità pubblica che introducono nuovi assetti organizzativi, gestionali ed anche nuove procedure contabili. Infatti il Servizio Sanitario Nazionale, istituito con la legge 833 del ’78, è stato nell’ultimo decennio revisionato dal D.L.vo 502 del ’92 e 517 del ’93 e ancor più recentemente dal D.L.vo 229 del ’99 (riforma Bindi). Ne consegue che le aziende sanitarie locali (A.S.L.) e le aziende ospedaliere (A.O.) si stanno attrezzando a recepire la nuova normativa di riforma sanitaria, o come molti l’hanno definita la “riforma della riforma” e la riforma ter del ’99.

Vale la pena di sottolineare che le aziende sanitarie sono realtà molto complesse in quanto hanno come obiettivo la tutela della salute dei cittadini e allo stesso tempo devono garantire l’erogazione di una pluralità di prestazioni di natura sanitaria e non sanitaria.

Per il momento faccio i complimenti al cuoco e cioè a Maroni, che per piacere a tutti i Legislatori maggioranza e opposizione del Pirellone non ha litigato con nessuno, accontentando tutti nel votare una riforma della sanità.

Si è preso tempo per classificare alcune realtà, tra le quali gli Spedali civili di Brescia  che vi è l’obbligo politico e morale della Giunta di aprire in modo chiaro questo approfondimento e non far finta di nulla e dire che la riforma rimane così com’è e non si tocca. sull’Ospedale Civile viene riconosciuto lo stato di Azienda Ospedaliera, significa che da qui al 31 ottobre si approfondirà questa auspicata possibilità. 

Ho un sogno-desiderio da confidare alla mia Provincia: che gli Spedali Civili di Brescia diventi un Policlinico Universitario Campus Bio-Medico offre servizi di prevenzione, diagnosi e cura, avvalendosi dell’attività di ricerca dell’Università degli Studi di Brescia, che ha un forte orientamento clinico e con la prospettiva di attinge la propria ricchezza dalla stretta collaborazione con la Facoltà di Ingegneria Biomedica. Il rapporto tra attività clinica e di ricerca è garantito non in ultimo dalla presenza del Polo di Ricerca Avanzata in Biomedicina e Bioingegneria all’interno del medesimo campus universitario..?

Far partire anche un Corso di Laurea in Criminologia, Psicologia e Veterinaria..?

Ora spetta a noi, a Brescia, ai bresciani, trovare il modo di superare steccati ideologici, appartenenze politiche e capire, approfondire, proporre e questa volta pretendere che vadano fatte scelte che tutelino la nostra storia, la nostra capacità, i nostri diritti.

L’Ospedale Civile è stato ed è un esempio di buona sanità al mondo, un’eccellenza assoluta.

Dobbiamo pretendere che continui ad esserlo riconoscendogli ruolo, finanziamenti, opportunità. D

are tempo per giudicare la nuova riforma sanitaria come ieri, tuttavia, perché l’ennesimo intervento e (giudizio-valutazione) normativo-applicativo possa garantire l’effetto desiderato dal Legislatore R.L. occorre che vengano realizzate le condizioni di omogeneità tra assetto istituzionale, funzionalità dell’organizzazione, professionalità e motivazione dei soggetti, adeguatezza degli strumenti di gestione.”

Celso Vassalini.