CASTENEDOLO – Delitto Anna Mura, la donna si è difesa e poi uccisa da due armi

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Gli avvocati difensori di Alessandro Musini, il 51enne in carcere con l’accusa di aver ucciso Anna Mura, la 54enne trovata senza vita in un lago di sangue il 16 marzo dal figlio minore Danilo nella casa di via Matteotti a Castenedolo, hanno depositato una consulenza disposta per verificare come sia morta la donna. Già l’autopsia eseguita nei giorni successivi al decesso aveva accertato che Anna Mura abbia tentato di difendersi in ogni modo.

Secondo gli esami autoptici, di fatto confutati anche dalla consulenza di cui ne dà notizia il GiornalediBrescia.it, la donna ha subito nove colpi al collo compatibili con un coltello o un punteruolo e un altro con un martello o una piccola mazza. Sul suo corpo c’erano diverse ferite che hanno verificato come la 54enne abbia urlato e cercato di difendersi. Gli avvocati del marito, Ennio Buffoli e Andrea Pezzangora hanno voluto però capire per quale motivo nessuno all’interno della casa, a partire dal figlio bloccato a letto da un’influenza, abbia sentito nulla.

Così ieri hanno raggiunto l’abitazione, ancora sotto sequestro, con due consulenti, un medico legale e un genetista per controllare il livello sonoro delle pareti e provare a ricostruire l’omicidio attraverso fotografie e video. Una serie di accorgimenti con i quali i legali di Musini cercheranno di farlo scarcerare. Attualmente, infatti, non sono ancora state trovate le armi del delitto, mentre le tracce e i capelli scoperti sotto le unghie non sono dell’uomo.

In più, aveva detto agli inquirenti nel primo interrogatorio che la mattina aveva visto la televisione prima di uscire per alcune ore e al rientro la scoperta della donna senza vita per poi fuggire “per paura”. Quella sua visione sarebbe confermata dai consumi energetici già analizzati dai periti.