GAVARDO – Gavardo, padre di Emanuele Ghidini: “Riaprite Cocoricò. Parlerò ai ragazzi”

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“Riaprite il Cocoricò”. Il messaggio non arriva da uno dei tanti giovani che si diverte nella discoteca di Riccione, chiusa dopo la morte di un ragazzo di 16 anni che aveva assunto ecstasy. Giunge da Gianpietro Ghidini, padre di Emanuele morto, anche lui a 16 anni, nel novembre del 2013 quando si è buttato nelle acque del fiume Chiese a Gavardo dopo una festa.

Una festa nella quale aveva preso una pastiglia di Lsd. Così ha inviato una proposta al questore di Rimini e resa pubblica sulla pagina Facebook “Fondazione Ema Pesciolino rosso” aperta dopo la morte di Emanuele. L’idea è quella di riaprire la discoteca romagnola e spegnere la musica per venti minuti. In quel frangente si potrebbe informare i clienti, soprattutto giovani, sulla droga.

Emanuele Ghidini, infatti, non è morto in discoteca, ma a una festa privata. Il problema riguarda solo l’uso della droga, secondo l’uomo. Tanto che lo stesso Gianpietro Ghidini si candida per quei 20 minuti. “Mi rendo disponibile ogni sera a parlare con i ragazzi – posta su Facebook.- Facciamo questa prova, potremmo avere testimonianze ‘forti’ di giovani e adulti che mi affiancherebbero in questa missione”.