VOBARNO – Vobarno, tre serre di marijuana tra i boschi di Degagna e le case. Tre arrestati

0

Nella mattina di martedì scorso i carabinieri di Vobarno con il Nucleo Operativo e Radiomobile, dopo un’attività informativa e investigativa per reprimere i reati sulle sostanze stupefacenti e le coltivazioni artigianali, hanno arrestato in flagrante tre giovani: G.D. del 1986 originario di Marone, nel bresciano e G. A. del 1985 di Lovere e M. E. del 1990 di Costavolpino del bergamasco. Sono tutti pluripregiudicati per vari reati. Dopo essere stati controllati e pedinati nei vari paesi e nei boschi di Degagna a Vobarno, hanno ricevuto il blitz dei militari.

Tra l’altro sui monti di Degagna a giugno un elicottero dei carabinieri di Orio al Serio aveva confermato e localizzato varie attrezzature usate per la coltivazione illegale di canapa indica. Uno dei primi arrestati aveva attrezzato due serre artigianali con tutti gli accorgimenti per sviluppare marijuana per 200 piante. L’indagine coordinata dalla procura di Brescia ha poi consentito con tre unità antidroga e le compagnie dei carabinieri di Chiari e Clusone di perquisire le case degli altri coinvolti.

E’ stata trovata un’altra serra con trenta piante di marijuana, lampade con temporizzatori, deumidificatori, aspiratori, fertilizzanti, vari manuali dì istruzione, bilancini elettronici di precisione e materiale per confezionarla oltre a un chilo di marijuana già essiccata, 4.500 euro come provento dell’attività di spaccio e vari appunti con le somme di credito. Agli arresti sono giunti dopo che i carabinieri, spesso in  borghese, si fingevano turisti o cacciatori raggiungendo la Degagna.

In più, nella casa dove era stata allestita la serra da 200 piante sono stati scoperti consumi mensili di corrente elettrica da 1.500 euro. La coltivazione e lo spaccio avrebbero fruttato ai tre oltre 120 mila euro nella vendita al dettaglio tra le province di Bergamo e il lago d’Iseo e Valcamonica nel bresciano. Tutte le attrezzature, del valore di 40 mila euro, sono state sequestrate. Gli arrestati sono stati condotti nelle carceri di Brescia e Bergamo in attesa della convalida dei fermi.