GARDONE – Rimborsi “gonfiati” dializzati, CRI Gardone Vt: “Nostri conti non sequestrati”

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“Il mio conto corrente personale e quello dell’associazione non sono mai stati sequestrati e quindi nemmeno liberati. Della vicenda non mi è stato comunicato nulla”. Parla così il presidente della Croce Rossa Italiana di Gardone Valtrompia Marino Appodia commentando il presunto inserimento, riportato da L’EcodelleValli, del nome del gruppo e del suo massimo rappresentante nella lista delle associazioni accusate di “gonfiare” i rimborsi per trasportare i pazienti dializzati.

Secondo l’indagine che da giugno sta conducendo la Procura della Repubblica di Brescia tramite il sostituto aggiunto Sandro Raimondi e con la Guardia di Finanza, diversi gruppi di volontariato bresciani avrebbero registrato più viaggi rispetto a quelli percorsi e “modificato” le pratiche per la richiesta di rimborsi. Nell’inchiesta sono coinvolte 23 associazioni e 32 rappresentanti delegati insieme al direttore generale e sanitario dell’Asl, rispettivamente Carmelo Scarcella e Francesco Vassallo, per presunto abuso d’ufficio.

In tutto la Procura contesta 1,5 milioni di euro di presunta truffa che sarebbe stata perpetrata dall’1 gennaio 2011 al 30 giugno 2013 ai danni del Servizio Sanitario e dell’azienda sanitaria locale. Nel giugno scorso, per disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia, erano stati sequestrati 600 mila euro in conti correnti e beni di proprietà riconducibili alle associazioni e ai loro delegati.

Poi il 24 luglio il tribunale del Riesame ha disposto il dissequestro. “A me e al gruppo che presiedo non sono mai stati sequestrati i conti correnti – sottolinea Appodia della Croce Rossa di Gardone Valtrompia – la Guardia di Finanza ha voluto controllare alcuni documenti in sede come nelle altre associazioni, ma non ci hanno notificato nulla. Nessun sequestro e quindi nemmeno il dissequestro. Quello che viene contestato non è nella nostra indole”.