BRESCIA – Carcere Verziano, Cgil: “Gas tossici in cucina”. La direzione? “Dice che non ha fondi”

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“Gli agenti di polizia e i detenuti del carcere di Verziano che prestano la loro attività come cucinieri, sono letteralmente, costretti a respirare i gas tossici, acidi e nocivi esalati dai prodotti impiegati nella pulizia dei predetti locali”. Lo dice la Cgil con una nota lanciando l’allarme sul fatto che nella struttura di detenzione femminile di Brescia ci sarebbero gas tossici in cucina e gli aspiratori non funzionerebbero.

“Nonostante le varie segnalazioni poste in essere dal personale preposto alla sorveglianza in quei locali, la direzione del carcere non ha intrapreso nessuna iniziativa, sembrerebbe, per mancanza di fondi. Forse il diritto alla salute, come anche la stessa vita dei lavoratori e quindi l’osservanza delle leggi come il Dlgs. 81/08, non è un diritto inalienabile, sancito dalla Carta Costituzionale, ma subordinato allo stanziamento di qualche centinaio di euro, tanto quanto basterebbe per riparare gli aspiratori e quindi rendendo respirabile l’aria all’interno della cucina detenuti.

L’amministrazione penitenziaria regionale e la direzione del carcere, chiamati in causa dalla Cgil, non hanno intrapreso nessuna iniziativa. L’Asl ha chiesto l’impegno dell’amministrazione a provvedere con urgenza. La Fp Cgil si è rivolta, con nota formale, direttamente al capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Santi Consolo, non solo per denunciare la gravissima situazione creatasi all’interno dell’Istituto Penitenziario di Verziano.

Ma anche per rilevare una condotta omissiva da parte degli uffici periferici regionali e bresciani preannunciando che nel caso accadesse qualche grave fatto di malessere nei confronti di qualche lavoratore a causa dell’inalazione dei gas tossici, non esiterà di denunciare la questione alla Procura della Repubblica”.