BRESCIA – Il Senato “chiude” i roccoli, le reazioni dagli animalisti ai contrari

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A partire dalla prossima stagione di caccia non si potranno più catturare uccelli selvatici con reti e trappole e da usare come richiami vivi per attirare altre specie. Quindi niente tordi, allodole e pavoncelli chiusi in gabbia. E’ stato il Senato a decidere ieri, recependo l’articolo 21 della legge europea che chiude i roccoli. Sarà vietata anche la vendita da altri Stati dell’Unione Europea.

“Governo e Parlamento hanno chiuso un triste capitolo che aveva messo l’Italia sotto procedura d’infrazione – si legge in una nota di Legambiente che è soddisfatta della legge.- La legge ha definitivamente messo in sicurezza l’Italia e salvato centinaia di migliaia di merli, tordi e allodole, usati come richiami vivi in alcune forme di caccia. La scelta è ancor più corretta dato che con l’abolizione delle Province, deputate a gestire le strutture di cattura, i cosiddetti roccoli, si sarebbero creati ulteriori casi di mala gestione”.

“Non vi saranno più impianti di cattura idonei a catturare uccelli selvatici da imprigionare in gabbiette per fungere da richiamo – dice la Lac (Lega abolizione caccia) – inoltre si vieta la compravendita di uccelli selvatici viventi non di allevamento anche se provenienti dall’Unione Europea”, mentre la Wwf sottolinea che “dopo decenni di battaglie, denunce e soprattutto di condanne dall’Unione Europea, anche l’Italia vieta la pratica barbara, vergognosa e anacronistica della cattura con reti, vischio, trappole, roccoli, di migliaia di uccellini poi carcerati per mesi in gabbie minuscole. Non è un’abolizione della caccia, ma di uno dei suoi volti più crudeli”.

Su posizioni contrarie, invece, la Lega Nord che commenta come “vogliono sancire la fine di una tradizione storica con decisioni assurde e lesive e legittimano l’ennesima scelta miope di un’Europa senza tradizioni che è asservita a gruppi minoritari ma rumorosi e violenti. Mettersi contro il mondo venatorio significa in primis sferrare un colpo durissimo all’economia, punendo il settore armiero senza considerare anche il danno alla ristorazione. Lo spiedo con polenta è minacciato dai burocrati”. Il consigliere lombardo Fabio Rolfi parla di “una giornata nera, la politica si è piegata alle lobby”.