CETO – Trafitto al collo da una lamiera, morto operaio 35enne. Inutili i soccorsi

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Si chiamava Irid Doci l’operaio di 35 anni morto dissanguato nel tardo pomeriggio di ieri alla Metal Camuna di Ceto, in Valcamonica. Erano circa le 18 quando stava armeggiando con un punzonatore per forare una lamiera ma, secondo le informazioni dei carabinieri, il pezzo o lo strumento lo hanno ferito alla vena giugulare alla gola. Si è così accasciato a terra e ha attirato i colleghi che lo hanno visto in un lago di sangue.

Sono stati subito chiamati i soccorsi con l’arrivo sul posto dei medici a bordo di un’ambulanza e di un elicottero inviato dal 118. Presenti anche i vigili del fuoco con le forze dell’ordine e i tecnici dell’Asl del Sebino e Valcamonica per verificare le misure di sicurezza. Ma quando i primi sanitari hanno raggiunto l’azienda, intorno alle 18,30 l’uomo di origine albanese era già morto. L’operaio, residente a Darfo Boario Terme, era sposato e padre di due bambini.

Appena appresa la notizia sono giunti sul posto la madre, i fratelli e alcuni cugini che sono poi scoppiati in un pianto. L’uomo fino a un anno fa lavorava come artigiano nel settore edile, poi la crisi lo ha spinto a cambiare mestiere e a scegliere la carpenteria metallica di via Nazionale, realtà presente nel consorzio “Orgoglio Brescia” che ha costruito l’Albero della Vita a Expo. Ma ieri è avvenuta la tragica fatalità per un gesto che aveva già fatto.