SAREZZO – Festa Sant’Emiliano, messa, pranzo e musica al santuario della Madonna

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Domenica 5 luglio ricorre la festa di Sant’’Emiliano, luogo molto caro ai saretini. I motivi sono stati spiegati qualche anno fa in un’intervista da Luciano Pintossi, presidente del Gam che ha in gestione il santuario. “Risale al XII secolo ed è uno degli insediamenti più vecchi e caratteristici del nostro comune. I motivi per cui è un luogo così caro ai saretini sono molteplici. Fino agli anni ‘Cinquanta era luogo di vacanza per molte famiglie di Sarezzo e non solo, provenienti da tutta la provincia.

Si dormiva nel fieno sistemato in tutte le stanze e si scendeva in paese una volta alla settimana per fare provviste. È sempre stato anche la meta preferita per le scampagnate giornaliere, perché veniva offerta la possibilità del ristoro, negli anni anteguerra dagli esercenti delle osterie locali che venivano estratti a sorte in una specie di concorso, poi per anni da un gestore individuato dal gruppo alpini di Sarezzo, mentre ora è gestito dalla nostra associazione grazie alla collaborazione di tanti volontari”.

Durante la Resistenza il santuario è stato utilizzato come rifugio dai partigiani e la gente saliva di notte per portare loro i viveri: tra questi anche il curato don Angelo Pozzi che pagò questa sua attività anche con la detenzione. Poi a Sant’Emiliano sono sempre state organizzate importanti gare sportive di marcia in montagna. Il record nel percorso dalla piazza Cesare Battisti al sagrato di Sant’Emiliano è detenuto dal bergamasco Bonzi con il tempo di 33’35’’, ma anche il tempo eccezionale di 1h 2’56’’ di Alceste Bino detto “”Magher”” nel giorno del suo 80° compleanno il 5 luglio 1994. Ma il motivo che più di tutti rinsalda il legame con Sant’Emiliano è la presenza, nella chiesa, della statua della Madonna del Soldato.

Una statua lignea, frutto di un voto fatto durante la seconda guerra mondiale dalle mamme e mogli dei soldati, di comprare una statua dedicata alla Madonna quando i loro cari avessero fatto ritorno a casa. Così il 26 maggio 1946 la statua fu caricata a spalle da un gruppo di uomini e trasportata fino al santuario. Ancora oggi, ogni cinque anni, alla fine di maggio viene riportata in processione fino alla chiesa parrocchiale di Sarezzo e ricollocata nel santuario dopo la festa dell’’Immacolata, l’’8 dicembre”. Il programma della festa di quest’anno prevede alle 11 la messa, alle 12,30 il pranzo su prenotazione e alle 14,30 un concerto con la corale diretta da don Luigi Salvetti e la corale saretina “”Sidus Praeclarum”.