GARDONE VT – Tra passato e futuro: il guado delle nuove generazioni

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Si chiude l’anno scolastico e l’IPSIA ‘C. Beretta’ mette a segno un altro bel risultato: il restauro, da parte degli alunni della 4^ B ‘Manutenzione e Assistenza Tecnica’ del trapano a colonna Santino Carbonini (azienda, ancora attiva, che ha la sua sede a Milano) dei primi del ‘900.

Il trapano fa parte della collezione del MUSIL di Rodengo Saiano e il lavoro eseguito quest’anno rientra nella collaborazione tra l’Istituto Scolastico e il Museo (lo scorso anno era stato restaurato un vecchio tornio sempre degli inizi del ‘900). Cominciamo dal fondo. Il lavoro strettamente manuale è stato ulteriormente nobilitato da una ricerca storica (con descrizione in inglese di come funziona un trapano a colonna) e dalla redazione del Manuale di Uso e Manutenzione.

Da qui attingiamo la serie di notizie interessanti che ci aiutano ad approfondire la conoscenza dell’oggetto in questione e dell’opera dei restauratori. Il pool di docenti coinvolti è composto dai professori: Candida Sidoli (Lingua e Letteratura Italiana e Storia); Facchetti (Lingua Inglese); Rampulla e Veltri (Tecnologie Meccaniche e Applicazioni – Tecnologie e Tecniche di Installazione); Greco (Laboratori Tecnologici ed Esercitazioni). Tra le materie coinvolte, inoltre, possiamo aggiungerci anche ‘Nozioni di Logistica’ perché il trapano è stato trasportato dal MUSIL all’Istituto e viceversa accuratamente imballato per evitare danni. Gli alunni della 4^ B sono: Marco Andreoli, Alberto Arcari, Luca Becchetti, Carlo Bertussi, Marco Bettinsoli, Marco Bontacchio, Gianluca Bresciani, Andrea Cantoni, Daniele e Davide Ferraglio, Alberto Pedretti, Matteo e Stefano Raza, Fabio Rio e Simone Somenzi.

Il trapano, a sei velocità, ha una lunghezza di 98 cm, una profondità di 68 cm e un’altezza di 198 cm ed è azionato, tramite il sistema di cinghia-puleggia, da un motore elettrico A.E.G. Thomson-Houston che eroga una potenza di 0,9 cavalli per 1180 giri al 1° rapporto. Questa macchina utensile era ‘in forza’ alla ditta Emilio Pagani di Milano. La Emilio Pagani produceva medaglie, croci militari, targhe, fregi, decorazioni, coppe (a questa azienda venne commissionata la medaglia commemorativa della Marcia su Roma del 1922).

Da Rodengo Saiano, quindi, il ‘Carbonini’ arriva a Gardone V.T. Una volta giunto nei laboratori dell’IPSIA per trentacinque ore, amorevoli e più o meno esperte mani, si sono occupate di invertire il lento processo di corrosione e decadimento provocato dal passare degli anni. Ruggine, grasso solidificato, ingranaggi bloccati… un mix di piccoli-grandi problemi che sono stati risolti con perizia e cognizione. In pratica e, per sommi capi: il trapano è stato smontato e ogni singolo componente è stato pulito; levigate le parti scabrose, si è poi proceduto alla lubrificazione e al rimontaggio..

Il Manuale d’Uso e Manutenzione, che comprende anche un elenco dei dispositivi, necessari per legge, relativi alla sicurezza dell’operatore, completa il lavoro di ripristino della totale ed effettiva funzionalità del trapano. Se poi ci mettiamo la Relazione Storico – Tecnica si comprende come all’IPSIA ci tengano a fare i lavori comediocomanda. Ed è d’uopo aggiungere che, grazie anche a questa collaborazione con il MUSIL, l’IPSIA di Gardone Val Trompia concretizza un progetto educativo-professionale il quale, senza essere avviluppato in filosofie o psicologie intellualistiche, riporta l’attività manuale ad un ruolo di primaria importanza, soprattutto come crescita personale: per far lavorare bene le mani bisogna avere un cervello non solo ‘istruito’ ma anche elastico e aperto.

Per il lavoro di routine bastano i robot, per progredire servono cervello e mani d’uomo (d’altra parte per ‘téchne’, in greco antico, significa ‘arte’). E così, con queste caduche, estemporanee ed effimere considerazioni, non possiamo che rendere omaggio alle iniziative dell’IPSIA che tingono di rosa il futuro post industriale dei nostri ragazzi.