GARDONE RIVIERA – Gardone Riviera, champenoise per la 15a serata di gala del Lions Valtrompia

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Il 13 Giugno, Sabato, al Grand Hotel Gardone Riviera il Lions Club Valtrompia celebra, presidente Ezio Roselli, per la quindicesima volta, l’onorevole, aristocratico e conviviale rito della premiazione del bresciano che si è distinto professionalmente. Sarà una coincidenza ma il 13 Giugno, sabato è S. Antonio di Padova. Il famoso e venerato Dottore della Chiesa ebbe a dire nei suoi ‘Sermones’: “Qui, in terra, l’occhio dell’anima è l’amore, il solo valido a superare ogni velo. Dove l’intelletto s’arresta, procede l’amore che con il suo calore porta all’unione con Dio”. Ora, non per sminuire l’altezza celestiale di questa riflessione, né per esaltare in maniera impropria e abnorme persone e personaggi, si da il caso che l’applicazione, conscia o meno, di tale pensiero, porti talune persone a raggiungere elevati livelli nel proprio lavoro.

E qui il Lions Club Val Trompia vuole stigmatizzare, o esemplificare concretamente, la valenza di tale concetto nella vita quotidiana. Questo, in sintesi, il significato dei premi, ove si dia per scontato che si abbia un’idea condivisa di ‘amore’ e che ‘l’unione con Dio’ sia un fatto strettamente personale e non eclatante.

Certo è che Francesco ‘Franco’ Ziliani, nato a Travagliato il ventuno giugno 1931, il premiato della serata, parte da una posizione privilegiata: quando parliamo di Francesco Ziliani parliamo di Berlucchi. Che non è Berlucchi per il niente ma perché qualcuno ha saputo trarre da un territorio vocato, il massimo che poteva dare. Vino divino.

Occorreva e occorre, tecnica (Ziliani ha frequentato la scuola enologica di Alba), amore, fantasia (che è un sotto prodotto dell’amore) e la voglia di trovare qualche cosa che sciacquasse la bocca dall’amaro della guerra. Posizione privilegiata si diceva: la terra, profumata, sudata, prolifica, generosa, unica e il vino ricco, disponibile, vergine, vascello del Divino (è il vino che il prete trasforma in sangue di Cristo, non la Coca Cola).

Francesco, giovane e innamorato della terra e dei suoi prodotti, incontra nel 1955 Guido Berlucchi e inventa la declinazione del buon bere. Nel 1961 il Pinot di Franciacorta, metodo champenoise, è realtà. Da qui in poi Ziliani sancisce il paradigma del buono che eleva il materialismo del quotidiano vivere.

Se il bere è meditazione, bene! Sia creato un vino, raro, di grande corpo dalle variegate sfumature e che il sobrio bevitore possa assurgere ad alti pensieri grazie all’essenza miracolosa che libera la psiche profonda; se il bere è convivialità, bene! Sia creato un vino che non richieda impegno ma che alimenti e nutra il calore del cuore e il dialogo amichevole, anche cameratesco, dei convenuti; se il bere è un momento di saluto e di parentesi tra gli impegni quotidiani (familiari o lavorativi) bene!

Sia creato un vino allegro e rilassante che non ottunda le menti nelle successive ore. In altri termini Francesco Ziliani ha trasformato il bere vino da attività marginale e causale ad azione consapevole del fatto che dentro un calice di Berlucchi vi è un storia di terra e di uomini che, seguendo il benedettino imperativo ‘Ora et labora’ (sull’Ora non sappiamo ma sul ‘Labora’ si, ed è tanto), con Ziliani hanno contribuito a darci uno dei più pregevoli frutti di terra bresciana. E così, ironia dei nomi e della sorte, la Francia s’inchina alla Franciacorta (il toponimo ‘Franciacorta’, in verità, deriva da francae curtes, corti franche: gli abitanti della zona erano infatti esentati dal pagamento delle imposte in cambio della manutenzione dell’importante strada che collegava Brescia alla Valle Camonica).

La serata si aprirà alle 18,30 con gli aperitivi cui seguirà la consegna della targa ‘Riconoscimento alla Carriera’ preceduta dalla presentazione del premiato ad opera di Francesco Chiolo giornalista, direttore della collana ‘Il Cammino Armonico’ e dell’Osservatorio per la storia delle scienze sociali e dei consumi’ dell’Istituto Policleto.

Dopo la presentazione degli Officers Lions per l’annata 2015/16 verrà servita la cena di gala cui seguirà l’immancabile intrattenimento musicale con la cantante Elisa Rovida accompagnata dal maestro Roberto Boccasavia; tema ‘Broadway… ma non solo…’.