NAVE – Stefana, via libera dal tribunale all’offerta di Ghidini per due impianti

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Sembra schiarirsi il cielo sopra l’azienda bresciana Stefana alle prese con il concordato preventivo per evitare la chiusura. Il giudice della sezione fallimentare del tribunale di Brescia Gianluigi Canali ha accettato il piano di riequilibrio finanziario e l’offerta presentata dalla famiglia Ghidini, già nel consiglio di amministrazione del gruppo, per rilevare con 33 milioni di euro l’acciaieria e laminatoio di Ospitaletto e il laminatoio di via Brescia a Nave per 339 dipendenti.

Per gli altri due di via Bologna a Nave e quello di Montirone, circa altri 300 lavoratori, sarebbero interessati diversi gruppi industriali. Il piano accolto dal tribunale prevede che i lavoratori creditori ricevano l’intera somma che gli spetta e agli altri il 16% rientranti nella fetta totale di 350 milioni di debiti, di cui un terzo verso le banche.

I creditori si riuniranno in assemblea il 22 settembre per decidere. Una novità positiva per i dipendenti è la possibilità, con il via libera del piano, da parte del commissario giudiziale Valerio Galeri di chiedere la cassa integrazione straordinaria per un anno a tutti i lavoratori.